Motorola Edge 70 Max potrebbe presto ritagliarsi un ruolo interessante nel panorama Android, in un momento in cui parecchi produttori sembrano ancora indecisi sul da farsi. Le ultime informazioni raccolte dalle certificazioni internazionali parlano chiaro. Questo nuovo smartphone dovrebbe arrivare con il pieno supporto alla tecnologia Qi2, magneti integrati nella scocca compresi. E la cosa non è affatto banale.
Per capire perché l’arrivo di questo dispositivo faccia tanto rumore serve tenere a mente un dettaglio. Nel mondo degli smartphone, l’esperienza più vicina a quella del MagSafe è rimasta a lungo territorio esclusivo degli iPhone. Chi usava Android poteva avvicinarsi a quel tipo di comodità soltanto affidandosi a cover magnetiche prodotte da aziende terze. Una soluzione che funziona, certo, ma sempre un ripiego.
Motorola sulla scia dei Pixel, mentre Samsung resta indietro
Le cose hanno iniziato a muoversi con la serie Pixel 10, la prima famiglia di dispositivi Android ad adottare il supporto nativo a Qi2 con tanto di magneti incorporati. Nemmeno Samsung, con la sua gamma Galaxy S26, si è spinta fino a quel punto. I suoi modelli supportano lo standard Qi2 Ready, ma non hanno gli elementi magnetici necessari per agganciare direttamente gli accessori compatibili. Una scelta che lascia un po’ perplessi, considerando la posizione dell’azienda sul mercato.
E adesso il nome che ricorre con maggiore insistenza è proprio quello di Motorola. All’interno del database del Wireless Power Consortium sarebbe spuntato un nuovo dispositivo, appunto Motorola Edge 70 Max, con la certificazione che conferma la compatibilità con Qi2.2.1. Parliamo della versione più recente dello standard, quella capace di gestire la ricarica wireless fino a 25 watt.
Non solo velocità, il dettaglio dei magneti integrati
La ricarica rapida però è solo una parte della storia. Nella documentazione compare anche un riferimento al cosiddetto Magnetic Power Profile, un elemento che di norma viene associato proprio alla presenza di magneti integrati nel telefono. In pratica il futuro smartphone Motorola dovrebbe permettere di agganciare al volo caricabatterie, supporti e accessori vari senza bisogno di custodie aggiuntive. Un piccolo cambio di abitudine che chi arriva da un iPhone conosce bene.
Per ora, va detto, le informazioni sono ancora poche. Oltre al nome e alla certificazione non sono emerse caratteristiche tecniche dettagliate. Niente specifiche sul processore, sullo schermo o sulle fotocamere, insomma il quadro resta parziale. La comparsa del modello nei registri ufficiali fa però pensare che altri dettagli possano arrivare nel giro di poco tempo, così da capire davvero come Motorola intenda muoversi sul fronte Qi2 e su tutto ciò che ne consegue.
Quello che appare chiaro è che il vuoto lasciato dai concorrenti sul supporto magnetico nativo potrebbe diventare un’occasione. Se Motorola dovesse confermare quanto emerso dalle certificazioni, si troverebbe a offrire su Android qualcosa che finora, tolti i Pixel, praticamente nessuno aveva messo davvero sul piatto.