Chi possiede un monitor LG potrebbe ritrovarsi sul computer un ospite non richiesto. Sta emergendo infatti che alcuni modelli installano di nascosto un software McAfee, senza che nessuno abbia dato il permesso. E come se non bastasse, anche le smart TV del marchio finiscono sotto i riflettori per una policy che tira in ballo la privacy e il modo in cui l’intelligenza artificiale tratta le voci delle persone in casa.
Adware installato senza chiedere il permesso
Il problema è stato notato da diversi utenti su Reddit e da chi segue da vicino il mondo dell’hardware. Monitor come quelli delle serie UltraGear e UltraFine non si limitano a installare l’app di controllo di LG su Windows, ma piazzano anche McAfee Scam Detector, apparentemente senza mai porre la domanda all’utente. Le installazioni automatiche non sono una novità assoluta, va detto. Anche aziende come Dell mettono app in autonomia sui propri dispositivi. Ma la presenza del software McAfee sembra essere una cosa recente, comparsa da poco.
Per chi non ha voglia di rincorrere l’adware e disinstallarlo a cose fatte, esiste un modo per bloccare tutto sul nascere. La strada passa dal blocco dei download collegati ai metadati del dispositivo. Basta aprire gpedit.msc, poi entrare in Configurazione computer, quindi Modelli amministrativi, da lì passare a Sistema e infine a Installazione dispositivi. A quel punto va impostata su Attivata la voce che impedisce il download automatico delle applicazioni associate ai metadati del dispositivo. Fatto questo, il monitor non potrà più intrufolarsi con software indesiderati.
La questione delle smart TV e le voci registrate
Sul fronte televisori la faccenda è diversa, ma altrettanto delicata. Le attuali condizioni d’uso delle smart TV di LG chiedono ai proprietari di avvisare tutti i presenti nella stanza che il sistema di riconoscimento vocale potrebbe catturare e trattare le loro voci, il tutto in linea con le leggi locali su intercettazioni e privacy. In pratica, se qualcuno non ottiene il consenso delle persone attorno, eventuali registrazioni finite lì per sbaglio ricadono sulla responsabilità del proprietario, non dell’azienda.
Va chiarito un punto importante. Le condizioni non parlano affatto di nuove registrazioni che partono all’improvviso. I televisori di LG, come quelli di tanti altri produttori, integrano da anni l’intelligenza artificiale comandata dalla voce, una funzione ormai comune anche negli smart speaker e nei display intelligenti. Questa clausola serve più che altro a mettere LG al riparo da eventuali grane legali, nel caso ci fosse una violazione che coinvolge le registrazioni di persone vicine al televisore.
Come accade con altri dispositivi, l’unico modo davvero efficace per rispettare quelle condizioni è disattivare il microfono oppure spegnere le funzioni di registrazione legate all’AI. Il malumore, in fondo, va oltre il singolo marchio. C’è una diffidenza sempre più marcata verso la raccolta dei dati fatta dall’intelligenza artificiale e verso tutto quello che si porta dietro, dai rischi per la privacy fino alle questioni legate al copyright. LG è semplicemente l’ultima azienda a incassare critiche su questo tema.