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Il tribunale di Milano prende una decisione importante per i minori online
In aggiunta, i giudici fanno riferimento all’articolo 650 del Codice penale. Quest’ultimo punisce chi non osserva i provvedimenti dell’autorità. Il messaggio è inequivocabile. La legge già dispone di strumenti adeguati per tutelare i minori nell’ambiente digitale, e non è necessario introdurre nuove normative. Basta applicare le leggi esistenti in materia civile, penale e di diritto d’autore. Le quali disciplinano il diritto alla riservatezza, alla reputazione e all’uso dell’immagine.
Anche se i genitori sono titolari dei diritti d’autore delle foto scattate ai figli, non possono utilizzare quelle immagini liberamente. Ciò soprattutto se ciò può compromettere il benessere del minore. O sfruttarne l’immagine per fini personali o promozionali. Il provvedimento del tribunale di Milano si configura anche come una presa di posizione culturale. In un’epoca in cui i social media pervadono ogni aspetto della vita, viene richiesto un ripensamento profondo del rapporto tra privacy e visibilità online.
I bambini e gli adolescenti, spesso protagonisti inconsapevoli dei contenuti digitali dei genitori, non sono ancora in grado di esercitare un consenso informato. Ciò obbliga gli adulti ad un’assunzione di responsabilità collettiva. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni non solo sul presente, ma anche sul futuro dei giovani di oggi.
Fonte: TecnoAndroid








