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Microsoft: ecco i dettagli sul recente intervento
Il blocco interessa però una sola unità dell’IMOD e non coinvolge altri contratti già attivi, soprattutto quelli legati alla cybersicurezza. Microsoft ha sottolineato di voler mantenere gli accordi tecnologici già in essere con diversi Paesi della regione, anche alla luce di intese come gli Accordi di Abramo. Allo stesso tempo, l’esercito israeliano avrebbe già trasferito circa 8 terabyte di dati fuori da Azure. Con l’intenzione di migrare alcune attività verso Amazon Web Services. Al momento, però, non sono giunte dichiarazioni ufficiali da parte di Amazon.
Negli ultimi mesi, la posizione di Microsoft è stata oggetto di pressioni interne e manifestazioni pubbliche. Cinque dipendenti sono stati licenziati per la loro partecipazione a proteste contro i contratti con Israele. Mentre gruppi di attivisti sono riusciti a occupare temporaneamente la sede centrale. Tra i promotori più attivi figura il collettivo “No Azure for Apartheid”, che da oltre un anno porta avanti campagne contro la fornitura di strumenti tecnologici all’esercito israeliano. Hossam Nasr, uno degli organizzatori, ha definito la decisione di Microsoft come una “vittoria senza precedenti”. Nonostante ciò, gli attivisti considerano la misura insufficiente, sottolineando che la maggior parte dei contratti con l’IMOD resta operativa.
Fonte: TecnoAndroid








