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Microsoft 365 su Linux con Bottles: Word già funziona senza VM

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Far girare Microsoft 365 su Linux senza ricorrere a una macchina virtuale, come accade ad esempio con WinBoat, sta smettendo di essere uno dei tanti esperimenti della comunità Wine. Mirko Brombin, fondatore e principale sviluppatore di Bottles, sta lavorando a un installer in grado di configurare in automatico la versione desktop della suite di Microsoft, appoggiandosi a Soda come livello di compatibilità.

Le prove pubblicate dallo sviluppatore mostrano che diversi ostacoli tutt’altro che banali sono già stati superati. L’installazione del pacchetto, l’accesso all’account Microsoft, l’autenticazione a due fattori, il riconoscimento della licenza e l’avvio di Word hanno funzionato. Brombin racconta di essere alle prese con gli ultimi aggiustamenti prima di aprire i test pubblici.

Per capire il valore di questo lavoro serve un passo indietro. Wine permette dal 1993 di eseguire programmi Windows sui sistemi di tipo Unix, traducendo le chiamate alle API di Microsoft nelle funzioni equivalenti disponibili sul sistema ospite. Con le vecchie edizioni di Office i risultati sono stati altalenanti. Office 2007 e 2010, insieme ad alcune configurazioni di Office 2013 o 2016, possono funzionare con i giusti accorgimenti. Le moderne Microsoft 365 Apps sono invece un osso decisamente più duro, perché il modello Click to Run, l’autenticazione online, le librerie integrate con Windows, WebView e gli aggiornamenti continui complicano parecchio le cose.

Perché serve Bottles e cosa cambia con Soda

Microsoft non offre versioni desktop di Word, Excel, PowerPoint e Outlook per Linux. I requisiti ufficiali indicano Windows e macOS come piattaforme supportate, oltre alle app mobili per Android e iOS. Sul pinguino restano quindi le versioni web oppure alternative come LibreOffice e OnlyOffice. Il progetto di Brombin non punta a ricreare Office ma a far girare il software Windows originale con una compatibilità abbastanza affidabile.

Dietro le quinte Bottles costruisce una bottle, cioè un ambiente Wine separato con registro proprio, directory Windows virtuali, librerie, impostazioni e versione del runner. Il principio ricorda i classici Wine prefix, ma gran parte della configurazione viene automatizzata e ogni applicazione può avere impostazioni diverse. Il programma offre inoltre runner differenti, dipendenze, backup, snapshot delle configurazioni e installer automatici. Per le normali applicazioni esiste per esempio un ambiente Application che prepara varie componenti, installa font come Arial, Times e Courier e mette a disposizione Wine Mono per i programmi che possono usarlo al posto del .NET Framework originale.

Il tassello decisivo però è Soda, il runner mantenuto dal team di Bottles. Definirlo un semplice fork di Wine rende l’idea generale ma non il lavoro che c’è dietro. L’attuale Soda 11 parte dal Wine di Valve e integra patch selezionate da diversi progetti della comunità. Alcune arrivano dall’universo di Proton, il livello di compatibilità creato da Valve per i giochi Windows su Steam, altre dalle build personalizzate Wine TKG e Wine GE. TKG è soprattutto un insieme di script, configurazioni e patch per costruire versioni molto su misura di Wine, mentre GE indica le build curate da GloriousEggroll, note per integrare in fretta correzioni, componenti multimediali e modifiche utili ai software che con Wine standard danno ancora problemi. Soda raccoglie parte di questo lavoro in un runner pensato per Bottles, senza restare confinato al gaming.

Un installer semplice e la sfida degli aggiornamenti

Con Microsoft 365 serviva un approccio ancora più mirato. Le schermate condivise da Brombin mostrano una procedura in cui Bottles installa prima il runner necessario e poi il pacchetto Microsoft 365 Apps. L’obiettivo dichiarato è un installer semplice, non una guida di parecchie pagine piena di DLL override, chiavi di registro e comandi da terminale.

Il vero banco di prova arriverà dopo settimane o mesi di utilizzo. La suite segue la Modern Lifecycle Policy e riceve di continuo correzioni, novità funzionali e nuove build. Una soluzione di compatibilità può funzionare alla perfezione con una release e rompersi con quella successiva, costringendo Brombin e gli sviluppatori Wine a inseguire regressioni che non dipendono da Bottles. Per ora la versione desktop sta diventando concretamente eseguibile sul sistema del pinguino, ma affidabilità, compatibilità delle singole applicazioni e resistenza agli aggiornamenti sono ancora tutte da misurare. Esiste anche la possibilità che una parte delle modifiche sviluppate per Soda approdi nel progetto Wine principale, portando benefici non solo a Bottles ma anche agli altri strumenti basati su Wine.

Fonte: TecnoAndroid

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