Vai al contenuto
Offerte

Microblazar nella Via Lattea, il getto punta quasi verso la Terra

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Un buco nero che orienta il proprio getto di materia quasi in direzione della Terra sembra uno scenario da film di fantascienza, eppure è proprio ciò che potrebbe accadere all’interno della nostra galassia. Un gruppo internazionale di ricercatori ha infatti individuato nella Via Lattea quello che viene considerato il candidato più convincente a microblazar mai osservato finora. Prima di entrare nel dettaglio della scoperta però conviene fare un passo indietro e capire con che tipo di oggetti si ha a che fare, perché il contesto aiuta parecchio a coglierne il peso.

I buchi neri figurano tra gli oggetti più estremi dell’universo, affascinanti e allo stesso tempo capaci di incutere un certo timore. La loro caratteristica principale è una forza di gravità talmente intensa da trattenere perfino la luce. Proprio per questo sono invisibili per natura e non si lasciano osservare in modo diretto. Al loro interno poi le leggi della fisica sembrano prendere una piega quasi impossibile da sondare, tanto che quello che accade laggiù rimane in gran parte un enigma. Si studia quindi qualcosa che non si vede, un paradosso piuttosto curioso per chi passa la vita a scrutare il cielo.

Getti di particelle quasi alla velocità della luce

Quello che gli astronomi riescono a studiare sono gli effetti prodotti da questi colossi cosmici. Noi non vediamo il buco nero in sé, ma possiamo osservare come si comporta ciò che gli sta intorno. E in alcuni casi lo spettacolo è davvero notevole. Mentre attirano materia verso di sé, certi buchi neri riescono infatti a generare potenti getti di particelle che sfrecciano nello spazio a velocità vicinissime a quella della luce. Flussi enormi ed energetici, che trasformano un oggetto per definizione invisibile in una sorgente di fenomeni capaci di catturare l’attenzione dei ricercatori.

La faccenda si fa ancora più interessante quando uno di questi getti risulta puntato quasi direttamente verso il nostro pianeta. In una situazione del genere gli osservatori hanno l’occasione di assistere a qualcosa di particolarmente raro, un evento che non capita certo tutti i giorni. Ed è esattamente quanto, con buona probabilità, sta succedendo in un angolo della nostra galassia. Non si parla quindi di un oggetto lontanissimo perso in qualche remota regione dell’universo, ma di un sistema che si trova, per così dire, in casa nostra.

IRAS 18293−0941 e una previsione di oltre trent’anni fa

L’oggetto al centro della scoperta porta la sigla IRAS 18293−0941. Secondo il team internazionale che lo ha identificato si tratta del miglior candidato a microblazar mai scovato nella Via Lattea, quello che finora offre gli indizi più solidi. Il sistema dista circa 12.000 anni luce da noi. Una cifra che a prima vista può sembrare vertiginosa ma che colloca comunque questa sorgente all’interno della nostra stessa galassia, ed è proprio questo uno degli aspetti che rendono la notizia così significativa per la comunità scientifica.

Per comprendere fino in fondo la portata dell’individuazione bisogna partire da una domanda semplice solo in apparenza, ovvero cosa sia esattamente un microblazar. È il punto di partenza obbligato per inquadrare il lavoro dei ricercatori e il motivo per cui questo sistema ha attirato tanta attenzione. Il dato forse più intrigante riguarda infatti il valore teorico della scoperta, dato che IRAS 18293−0941 potrebbe confermare una previsione teorica formulata dagli scienziati oltre trent’anni fa.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
137 Condivisioni