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Bandiere sul balcone, multe fino a 3.000 euro? Cosa dice la legge

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Le bandiere sui balconi hanno trasformato le facciate delle città spagnole in un mosaico di simboli, e con il Mondiale la cosa è esplosa: quella argentina, quella palestinese, l’arcobaleno, quella di un partito, la regionale e naturalmente quella spagnola. Poi sono arrivate le voci sulle multe fino a 3.000 euro per chi viola l’articolo 7.1 della Legge sulla Proprietà Orizzontale. Vale la pena andare a vedere cosa dice davvero la normativa, caso per caso, perché la realtà è parecchio più sfumata del titolo che gira.

Il punto di partenza è la Legge sulla Proprietà Orizzontale, in vigore dal 1960 e con l’articolo 7 rivisto nel 1999. Un proprietario può modificare elementi della propria abitazione a patto di non alterare la configurazione esterna dell’edificio e di non ledere i diritti degli altri condomini. Il balcone, in questo schema, è considerato elemento comune a uso privativo: fa parte della facciata, ma il godimento è esclusivo e pavimento e pareti spettano a chi possiede l’appartamento. Appendere una bandiera, quindi, si può.

Quando la bandiera diventa un problema per il vicino

Il discorso cambia se il telo è enorme, tanto da coprire la finestra di chi abita al piano di sotto. Il Tribunale Supremo ha ritenuto che certe alterazioni della facciata possano giustificare la richiesta di rimozione da parte del condominio. Se invece si tratta di due riferimenti catastali distinti, due case o parcelle indipendenti, entra in gioco il regime di luci e vedute del Codice Civile. I famosi 2 metri e 60 centimetri dell’articolo 582 non sono uno spazio da lasciare libero per far passare la luce: la norma vieta di aprire finestre con vedute dirette sulla proprietà vicina senza 2 metri di distanza, e vedute oblique senza 60 centimetri. Riguarda dove si possono aprire aperture, non garantisce che nessuno possa poi togliere il sole. Esiste anche la servitù di luci: se un fondo ha un diritto costituito che assicura l’ingresso della luce, il vicino non può ignorarlo. In pratica è più facile ricevere una bandiera in faccia che riuscire a farla togliere.

E una bandiera fascista? Da sola, esposta su un balcone privato, non è illegale, perché la libertà di espressione copre anche manifestazioni ideologiche sgradevoli. Se però esalta la dittatura franchista o la sollevazione militare entra in scena la Legge di Memoria Democratica: l’articolo 35 del Real Decreto 1040/2025 ricorda che certi simboli vanno rimossi, ma il riferimento sono edifici pubblici e via pubblica. Dentro casa valgono altre regole, e servirebbe comunque la denuncia di un terzo, con l’articolo 510 del Codice Penale che punisce l’incitazione all’odio. Contano condotta e contesto.

Piscine, vasi che cadono e ringhiere

Montare una piscina da 14.000 litri su un terrazzo è tutt’altra faccenda. Diverse sentenze chiariscono che una terrazza può essere a uso esclusivo mantenendo comuni gli elementi strutturali che garantiscono sicurezza e stabilità, quindi serve una perizia. Sul vaso che cade, dipende dalla negligenza: se precipita su un’auto parcheggiata l’assicurazione si rivale, se accade in un giorno di vento e temporale non c’è nulla da reclamare. Innaffiare, far colare acqua sul marciapiede e provocare la caduta di un passante genera responsabilità civile, anche senza una norma che vieti di buttare due litri d’acqua dal balcone. L’articolo 10 della stessa legge rende obbligatorie le opere di conservazione dell’immobile, comprese quelle imposte da sicurezza, abitabilità e decoro, senza bisogno di delibera preventiva. Il fondo di riserva, invece, deve essere almeno il 10% dell’ultimo bilancio ordinario.

Le ordinanze comunali e la questione dei 3.000 euro

Nelle case indipendenti non c’è un condominio a cui chiedere il permesso, ma restano il Codice Tecnico dell’Edilizia, con barriera obbligatoria oltre i 55 centimetri di dislivello, altezza minima 90 centimetri fino a 6 metri e 1,10 metri oltre, e fori che non lascino passare una sfera da 10 centimetri. Sui pennoni metallici l’attenzione è maggiore rispetto a un telo leggero. La Legge 39/1981 regola l’uso delle bandiere, mentre per gli edifici storici valgono la Legge 16/1985 sul Patrimonio Storico e il Real Decreto 111/1986, con le norme urbanistiche regionali che prevalgono in caso di contrasto. Un comune può regolare cosa è visibile dalla strada: l’Ordinanza di Protezione del Paesaggio Urbano di Madrid è del 2001, sostituita in materia di pubblicità esterna da quella del 2009. Le multe madrilene arrivano a 750, 1.500 e 3.000 euro per infrazioni lievi, gravi e molto gravi, ma la cifra massima nasce dall’Ordinanza sulla Pulizia degli Spazi Pubblici del 2022, pensata per scritte e danni gravi. Per una bandiera appesa, quei 3.000 euro non arrivano.

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