Il colosso di Menlo Park ha messo in pausa il programma di tracciamento dei dipendenti usato per addestrare la sua intelligenza artificiale, e non lo ha fatto per le proteste dei lavoratori o per timori legati alla privacy, ma perché ha causato una fuga di dati interna. Meta ha deciso di fermare la cosiddetta Model Capability Initiative dopo che informazioni sensibili sono finite, per errore, sotto gli occhi dell’intera azienda.
La storia è curiosa quanto imbarazzante. Il programma, noto con la sigla MCI, registrava di fatto ogni movimento dei dipendenti davanti allo schermo, dalle battute sulla tastiera agli spostamenti del mouse. Praticamente un monitoraggio quasi continuo, che già di per sé non aveva reso felice nessuno tra chi lavora dentro l’azienda. Ma il vero problema è arrivato quando i dati raccolti, conversazioni private incluse, valutazioni sulle performance e trascrizioni varie, sono stati resi accessibili a tutto lo staff senza alcun filtro.
Cosa dice Meta e perché non è la prima volta
Di fronte alla notizia, un portavoce ha cercato di smorzare i toni. Il programma sarebbe stato pensato fin dall’inizio con tutele per la privacy, e al momento non ci sarebbero indizi che qualche dipendente abbia consultato in modo improprio le informazioni rimaste esposte. La decisione di sospendere tutto, hanno spiegato, serve proprio a fare chiarezza durante le indagini interne.
Il punto è che le rassicurazioni ufficiali si scontrano con i fatti. In passato l’azienda aveva ribadito che i dati raccolti sarebbero stati gestiti in modo rigoroso e tenuti sotto stretto controllo. Le cose, evidentemente, non sono andate proprio così, e la sicurezza non era poi così solida come veniva raccontato. Questo episodio si aggiunge a una serie di incidenti legati all’intelligenza artificiale che hanno coinvolto la società negli ultimi mesi.
Già a marzo del 2026 era successo qualcosa di simile. Un sistema di AI cosiddetto agentico aveva preso un’iniziativa non richiesta, e quella mossa autonoma aveva finito per innescare una violazione della sicurezza. Pochi giorni fa, invece, alcuni hacker erano riusciti a sfruttare il chatbot di assistenza clienti basato sull’AI per impossessarsi di account Instagram. Tre episodi diversi, ma tutti con lo stesso filo conduttore, ovvero tecnologie messe in campo in fretta e poi rivelatesi più fragili del previsto.
La Model Capability Initiative resta quindi congelata, in attesa che le verifiche interne facciano il loro corso. Un brutto colpo d’immagine per un progetto che già nasceva tra mille polemiche, e che ora dovrà fare i conti non solo con il malumore dei dipendenti, ma anche con una falla che ha trasformato dati riservati in materiale visibile a chiunque dentro l’azienda.