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Meta Prometheus: il supercluster da un milione di GPU in Ohio

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Meta ha deciso di svelare i dettagli di Prometheus, il supercluster su scala gigawatt realizzato in Ohio e pensato per sostenere i progetti più ambiziosi del gruppo nel campo dell’intelligenza artificiale. Il numero che colpisce subito riguarda la potenza di calcolo prevista, perché una volta arrivato a pieno regime l’impianto ospiterà circa un milione di GPU. Ed è proprio su questa infrastruttura che l’azienda ha addestrato i suoi modelli fondazionali Muse, la base su cui poggia una parte importante del lavoro di ricerca di Menlo Park.

Non si tratta quindi di un progetto sulla carta o di un annuncio di intenti. Prometheus è già stato messo al lavoro e i risultati del suo impiego sono già visibili nella famiglia Muse. La scelta di raccontarne il funzionamento arriva dopo che il cluster ha dimostrato sul campo di poter reggere carichi di addestramento enormi, quelli che richiedono migliaia e migliaia di processori grafici impegnati in parallelo per settimane.

Che cosa significa un supercluster su scala gigawatt

Parlare di scala gigawatt vuol dire ragionare su un ordine di grandezza che fino a poco tempo fa apparteneva più al mondo delle centrali elettriche che a quello dei data center. Un gigawatt corrisponde a mille megawatt e già questo basta per capire quanta energia serva per alimentare un’infrastruttura del genere. Il consumo non riguarda soltanto i chip impegnati nei calcoli, ma anche tutto ciò che li circonda, dai sistemi di raffreddamento alle reti che collegano i singoli nodi.

Il termine supercluster descrive proprio questa idea di un’unica grande macchina composta da moltissimi elementi che lavorano come se fossero un solo cervello. Le GPU, nate originariamente per la grafica dei videogiochi, sono diventate negli anni lo strumento principale per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, perché riescono a gestire in contemporanea una quantità gigantesca di operazioni matematiche. Metterne insieme circa un milione in un solo sito è un’impresa che pochissime aziende al mondo possono permettersi. La localizzazione in Ohio non è un dettaglio secondario. Un impianto di queste dimensioni ha bisogno di spazio, di energia disponibile in grandi quantità e di collegamenti solidi, tutti elementi che pesano sulla scelta del territorio dove costruire.

Il legame tra Prometheus e i modelli Muse

Il cuore della notizia sta nel rapporto diretto tra l’infrastruttura e i modelli fondazionali sviluppati da Meta. Con questa espressione si indicano quei sistemi di intelligenza artificiale addestrati su enormi quantità di dati, capaci poi di essere adattati a compiti diversi. Sono, in pratica, le fondamenta su cui costruire prodotti e servizi più specifici, ed è per questo che richiedono una potenza di calcolo fuori dal comune.

I modelli Muse sono nati proprio grazie a Prometheus. Senza un cluster di questa portata l’addestramento avrebbe richiesto tempi molto più lunghi o semplicemente non sarebbe stato possibile alle stesse condizioni. Il fatto che Meta abbia scelto di dettagliare l’architettura del suo supercluster lascia intendere quanto l’azienda consideri strategico il controllo diretto dell’hardware, accanto allo sviluppo del software. La configurazione completa da circa un milione di GPU rappresenta l’obiettivo finale del progetto in Ohio, mentre l’addestramento della famiglia Muse è già avvenuto all’interno del supercluster che Meta ha battezzato Prometheus.

Fonte: TecnoAndroid

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