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A Borgo Panigale avrebbero potuto limitarsi al solito ritocco cosmetico con un paio di cavalli in più da esibire sulla scheda tecnica. Invece la nuova Ducati Panigale V4 2027 riparte dalle fondamenta, con interventi su motore, cambio, ciclistica ed elettronica. L’idea dei tecnici emiliani è rendere la superbike di riferimento più feroce contro il cronometro e allo stesso tempo, quasi paradossalmente, più amichevole per chi decide di spingere davvero tra i cordoli.
Il punto di partenza era già solido, visto che la versione lanciata nel 2024 rappresentava un riferimento nel segmento. Per limare altro tempo a Bologna hanno attinto a piene mani dall’esperienza in MotoGP e Superbike, lavorando sulle fasi decisive del giro come la staccata a ruote dritte, la velocità di percorrenza e la trazione in uscita dai curvoni. Nei test interni a Vallelunga la nuova Panigale ha recuperato 4 decimi al giro rispetto al modello precedente. Le stesse soluzioni erano già comparse a Misano durante l’ultima Race of Champions, dove contribuirono ad abbassare di ben sette decimi il record della pole firmato da Nicolò Bulega.
Il Desmosedici Stradale guadagna cavalli e giri
Il cuore resta l’inconfondibile Desmosedici Stradale, che per il 2027 arriva a 218 CV, due in più rispetto alla generazione uscente. Il guadagno nasce da una migliore respirazione del V4 e dalla riduzione degli attriti interni, ma la parte più interessante si trova nella zona alta del contagiri, proprio dove si costruisce il tempo sul giro. Tra i 12.000 e i 14.000 giri l’incremento è netto, con un picco di +3,5 CV a quota 13.000.
Per ottenere questo risultato gli ingegneri hanno ridisegnato la presa d’aria dell’airbox, che da sola regala 1,3 CV ai 300 km/h e ha costretto a ritoccare le ali per compensare il maggiore attrito aerodinamico. Sono stati modificati anche lo scarico e la lubrificazione.
La vera novità per chi guida riguarda però la trasmissione. La rapportatura finale passa da 16/41 a 17/42 per sfruttare tutta la spinta del motore, mentre il limitatore sale di 500 giri e tocca i 15.000 giri/min dalla seconda alla quinta marcia. In pista questo si traduce in marce molto più lunghe e meno cambiate, tanto che a Vallelunga i tester hanno contato due scalate in meno a ogni giro. Per chi vive la moto solo in funzione dei weekend in circuito il catalogo propone lo scarico completo Akrapovič Full Racing Exhaust PRO, non omologato per la strada. Con questo impianto la potenza raggiunge i 229 CV, con 11 CV e 7 Nm in più, e il peso complessivo scende di 6,6 chili.
Ciclistica più sincera ed elettronica rivista
Scaricare a terra 218 cavalli in piena piega non è cosa per tutti, e per questo il lavoro sulla ciclistica punta a restituire un feeling più naturale. Il Front Frame registra una riduzione del 12% della rigidità laterale, una scelta voluta e non un compromesso. Concedere un minimo di flessione ai massimi angoli di piega permette allo pneumatico anteriore di copiare meglio le irregolarità e trovare aderenza, così il pilota percepisce meglio cosa accade davanti, entra in curva con più decisione e rialza la moto prima.
L’allungamento della trasmissione ha portato con sé anche un interasse effettivo più corto di 8 millimetri, a tutto vantaggio della rapidità nei cambi di direzione più impegnativi. Sulla Panigale V4 S cambia poi l’ergonomia con semi manubri regolabili rialzati di 10 millimetri, una soluzione presa direttamente dalla classe regina che aiuta a fare leva sulle braccia nelle staccate violente e affatica meno le spalle nei turni lunghi.
Passi avanti anche sul fronte dell’elettronica, soprattutto in frenata. Debutta il Dynamic Engine Brake al posto del vecchio EBC, che lavora con l’algoritmo Ducati Vehicle Observer per modulare il freno motore in tempo reale in base al carico sulla ruota posteriore. La moto resta stabile anche quando si scala in piega, con l’aiuto del Race Brake Control che sfrutta al massimo il disco posteriore nelle staccate al limite.
La V4 S conferma le sospensioni elettroniche Öhlins Smart EC 3.0 con forcella NPX 30, mono TTX 36 e ammortizzatore di sterzo, per un peso a secco di 187 kg. La versione standard adotta invece una forcella Showa Big Piston da 43 mm e un ammortizzatore Sachs regolabili manualmente, con un peso senza carburante di 191 kg.
Personalizzazione in fabbrica e prezzi
Per la prima volta la Panigale V4 S entra nel programma Ducati Factory Made, che consente di personalizzare la moto direttamente sulla linea di montaggio. L’offerta comprende undici colorazioni, cinque delle quali riprese dalla tavolozza Ad Personam di Lamborghini, le grafiche Corse e Performance e la possibilità di far montare in fabbrica la frizione a secco STM, le pedane regolabili e i pacchetti freno Front Brake PRO e PRO+. In Italia il prezzo della Ducati Panigale V4 2027 parte da 29.390 euro per la versione standard, mentre per la più raffinata V4 S servono 35.890 euro.
Fonte: TecnoAndroid


