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Meta Muse progetta un chip crypto RISC-V con circa 1.800 euro

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Un agente di intelligenza artificiale è riuscito a progettare quasi da solo un chip per le criptovalute basato su architettura RISC V, e lo ha fatto spendendo una cifra che fa sorridere chi conosce il settore. Parliamo di Meta Muse, l’agente AI di Meta, che ha scritto il progetto del SoC, lo ha testato e ha perfino gestito il software di preparazione alla produzione con una spesa complessiva di circa 1.800 euro. Il tutto per un obiettivo piuttosto ambizioso, cioè rendere la blockchain Thru la più veloce del pianeta.

Come Meta Muse ha costruito un SoC crypto da zero

La progettazione dei chip è da sempre un lavoro lungo e faticoso, che richiede un uso massiccio di strumenti EDA molto specializzati. Eppure, come sta accadendo in tanti altri campi tecnici, gli agenti AI potrebbero ridurre l’intera filiera a poche ore o pochi giorni. A dimostrarlo è stato un esperto di semiconduttori noto come bubble boi, che è anche la mascotte del progetto Thru. Il 13 ottobre 2026 ha raccontato di aver usato Meta Muse per portare a termine il place and route tramite il software OpenROAD. In parole semplici è la fase in cui si dispongono le minuscole porte logiche sul chip e si tracciano i collegamenti metallici che le uniscono.

Non è finita qui. L’agente ha generato anche il file GDS (o GDSII) finale, ovvero il progetto digitale completo del layout, quello che normalmente viene inviato alla fonderia per produrre il silicio vero e proprio. All’interno dell’ASIC è stato integrato il supporto agli algoritmi crittografici usati da quasi tutte le blockchain per calcolare gli hash e per creare o verificare le firme digitali: SHA 256/512, Keccak, Ed25519 e secp256k1. Il progetto è stato chiuso sulla libreria nangate45.

I numeri del SoC sono interessanti. Si contano circa 61.590 celle logiche, una frequenza di 100 milioni di cicli al secondo con un margine di sicurezza di circa 4,5 nanosecondi e un consumo di appena 20 milliwatt. Il chip ha superato il Design Rule Check senza alcun problema elettrico e ha passato tutti i test ufficiali che verificano il rispetto delle regole RISC V e la corretta gestione dei numeri in virgola mobile, comprese le suite ACT e ben 1,5 milioni di vettori Berkeley TestFloat. Per completare tutti questi passaggi, Meta Muse ha consumato circa 100 milioni di token, da cui la stima di spesa intorno ai 1.800 euro.

Il futuro della blockchain Thru e i limiti degli agenti AI

Il lavoro però non è concluso. L’esperto ha spiegato che il prossimo passo sarà aggiungere le istruzioni vettoriali, eliminare il core di terze parti usato come base di partenza e poi portare la blockchain Thru a girare in modo nativo sul chip, con una mappa di memoria pensata su misura per renderla la blockchain più veloce al mondo. Per chi non la conoscesse, Thru è una nuova blockchain Layer 1 ad alte prestazioni che esegue programmi scritti in linguaggi comuni come C e Rust. L’idea è quindi farla funzionare direttamente su architettura RISC V grazie a questo processore dedicato. Ora si cercano slot di produzione condivisi, i cosiddetti multi Project Wafer, dove tanti piccoli progetti dividono lo stesso wafer di silicio a costi più bassi, così da avviare il tape out.

Va detto che non tutto è così semplice. Proprio il 14 ottobre 2026 NVIDIA e ChipAgents hanno lanciato Build A Chip Bench, un nuovo benchmark che misura quanto gli agenti AI siano davvero capaci di progettare chip interi in autonomia. Anche il migliore del gruppo, basato su Claude Fable 5.1 di Anthropic, si è fermato al 16,6%. Segno che restano lacune importanti prima che queste tecnologie possano gestire con disinvoltura tutta la complessità del processo. Nonostante ciò, il SoC crypto progettato con Meta Muse lascia intravedere un orizzonte in cui i chip potrebbero diventare altamente personalizzabili, con una diffusione capillare di varianti costruite su misura.

Fonte: TecnoAndroid

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