Mark Zuckerberg ha deciso di scommettere sui mercati predittivi, e lo fa nel modo più diretto possibile: spingendo Meta a sviluppare una propria app dedicata. Il progetto, ancora interno, ha già un nome in codice, Arena, e secondo le informazioni trapelate sarebbe pensato come qualcosa di simile a Polymarket, ma con un approccio decisamente particolare.
L’idea di partenza è quella di un’applicazione per smartphone indipendente dalle altre piattaforme social del gruppo. Niente integrazione forzata, quindi, anche se i social di casa Meta potrebbero comunque indirizzare gli utenti verso questa nuova app. Una mossa che lascia capire quanto Zuckerberg creda in questa direzione, tanto da dare personalmente il via libera allo sviluppo.
Come funzionerebbe Arena, l’app dei mercati predittivi di Meta
La cosa curiosa è che, almeno per ora, Arena non coinvolgerebbe denaro reale. Le fonti descrivono il progetto come “sperimentale ma una priorità assoluta”, una definizione che racchiude bene la natura ambigua dell’iniziativa. Nella sua versione attuale, l’app somiglierebbe più a un videogioco che a una piattaforma finanziaria vera e propria.
Gli utenti, in pratica, guadagnerebbero punti scommettendo correttamente su determinati argomenti. Niente soldi sul piatto, almeno all’inizio. Le stesse fonti, però, hanno aggiunto un dettaglio che cambia tutto: il denaro potrebbe essere introdotto in un secondo momento. Insomma, l’impianto è già pronto per un’evoluzione più concreta, qualora Meta decidesse di fare sul serio.
Mercati predittivi tra profitti record e battaglie legali
Il contesto in cui si muove questa scommessa è tutt’altro che tranquillo. Nell’ultimo anno i mercati predittivi hanno generato profitti enormi e altrettante polemiche. Ad aprile, il volume di scambi su piattaforme come Polymarket e Kalshi aveva già raggiunto decine di miliardi di dollari, una cifra che spiega bene perché tante aziende vogliano entrare in questo settore.
Anche altri social ci hanno provato. X, per esempio, la scorsa estate ha stretto una partnership proprio con Polymarket, nel tentativo di cavalcare l’onda. Ma insieme ai guadagni sono arrivati anche i problemi, soprattutto sul fronte legale. Un caso piuttosto clamoroso riguarda un ex membro di alto rango delle forze speciali, accusato di aver sfruttato informazioni riservate per trarre profitto dall’operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
E non è l’unico. Anche George Santos è finito sotto indagine per presunte operazioni legate a Kalshi. Sul piano normativo la situazione si fa ancora più intricata: diversi stati americani hanno deciso di citare in giudizio i mercati predittivi, accusandoli di violare le leggi sul gioco d’azzardo. A complicare il quadro ci ha pensato l’attuale amministrazione, apertamente favorevole a questo tipo di piattaforme, che ha risposto facendo causa proprio agli stati che avevano portato in tribunale i mercati predittivi.