Meta ha deciso di mettere sul piatto 115 milioni di dollari, circa 106 milioni di euro, per il primo anno di un programma di formazione che porta un nome ambizioso: America’s Workforce Academy. L’idea, in fondo, è semplice ma rivela parecchio su dove sta andando il settore. Per costruire i data center che alimentano l’intelligenza artificiale servono mani esperte, e queste mani al momento scarseggiano.
Il punto di partenza è un problema molto concreto. La corsa ai data center dedicati all’AI ha generato una carenza acuta di tecnici specializzati: elettricisti, saldatori, installatori di fibra ottica, professionisti HVAC. Tutte figure che servono per tirare su fisicamente queste strutture, le quali, va detto, consumano potenza elettrica paragonabile a quella di piccole città. Trovare personale qualificato è diventato uno dei colli di bottiglia più grossi del momento.
Un corso di cinque settimane con il posto già pronto
Il percorso è gratuito per chi partecipa e dura cinque settimane. Intenso, ma con un vantaggio non da poco: al termine arriva un’offerta di lavoro garantita presso le aziende che collaborano con Meta alla costruzione dei suoi data center. Niente promesse vaghe, insomma, ma un impiego concreto che aspetta chi completa la formazione.
Dietro l’iniziativa ci sono CBRE e Associated Builders and Contractors. Le specializzazioni su cui si concentra il corso sono quelle più richieste in questo momento: elettricisti, tecnici HVAC, saldatori, idraulici, installatori di fibra ottica e operatori che si occupano della manutenzione delle infrastrutture di rete.
La fase pilota partirà in quattro stati americani: Louisiana, Ohio, Indiana e Texas. Non è una scelta casuale. Sono territori che ospitano già data center oppure progetti di espansione messi in cantiere. Tra le strutture più importanti spicca Hyperion, il campus in costruzione in Louisiana, con una superficie che ricorda per estensione una porzione considerevole di Manhattan. Chi arriva in fondo al percorso ottiene una certificazione del National Center for Construction Education and Research, valida anche fuori dall’ecosistema di Meta.
L’AI ha bisogno di operai, non solo di programmatori
Le stime parlano chiaro. L’industria delle costruzioni negli Stati Uniti avrebbe bisogno di circa 349.000 nuovi lavoratori già quest’anno per reggere il ritmo dell’espansione dei data center. E se la formazione non accelera, le proiezioni indicano oltre due milioni di posti vacanti entro il 2030. Numeri che fanno capire la portata della questione.
C’è poi un aspetto che spesso sfugge quando si discute di intelligenza artificiale. Ogni modello avanzato ha bisogno di infrastrutture fisiche enormi. Server, reti, sistemi di raffreddamento, alimentazione elettrica: oggi sono risorse tanto critiche quanto gli algoritmi. Per anni il mondo tech ha guardato quasi solo agli sviluppatori software, ai programmatori. Adesso la nuova fase della corsa all’AI sta rimettendo al centro competenze tecniche più tradizionali, quelle che si imparano con il lavoro manuale e l’esperienza sul campo.