Progettare un auricolare o uno smartwatch che calzi bene su quante più persone possibile è un problema ingegneristico non banale: ogni orecchio e ogni polso hanno forme diverse, e i metodi tradizionali basati su campioni limitati di utenti non riescono a catturare questa variabilità. Samsung ha risposto costruendo al Samsung Design Innovation Center (SDIC) di San Francisco un laboratorio di design computazionale che trasforma la vestibilità da valutazione soggettiva a metrica quantificabile, attraverso scansioni 4D, digital twin, simulazioni AI e test su robot.
A guidare lo SDIC è Federico Casalegno, Executive Vice President e Head del centro, che ha consolidato negli ultimi vent’anni una profonda esperienza nel campo. La metodologia sviluppata è oggi applicata a tutto il portafoglio wearable Samsung, inclusi Galaxy Buds4, Galaxy Watch8 e Galaxy Ring.
Tre elementi: persone reali, digital twin e robot
Il processo di design computazionale dello SDIC si articola su tre componenti distinte e interdipendenti. Il primo elemento sono le persone reali: il laboratorio acquisisce scansioni 3D e 4D di un pubblico eterogeneo a livello globale, integrando dati anatomici precisi che catturano le variazioni di forma di orecchie e polsi in modo oggettivo e su scala. Il secondo elemento sono i digital twin: i dati anatomici raccolti vengono usati per costruire modelli digitali su cui eseguire simulazioni basate su AI e fisica, testando migliaia di varianti di design senza dover costruire prototipi fisici per ognuna. Il terzo elemento sono i robot: i risultati delle simulazioni vengono verificati incrociando i dati con test fisici eseguiti da robot, che replicano in modo controllato e ripetibile le condizioni di utilizzo reale.
Galaxy Buds4: 10.000 simulazioni e nuovo design a lama
Per la serie Galaxy Buds4, il processo è stato applicato in modo particolarmente intensivo. Il team SDIC ha analizzato centinaia di milioni di dati provenienti da orecchie di tutto il mondo ed eseguito oltre 10.000 simulazioni per perfezionare il nuovo design a lama. I dati oggettivi hanno portato a due modifiche apparentemente piccole ma con impatto significativo: una leggera riduzione delle dimensioni del corpo principale e una rifinitura dell’angolo di rotazione. Aggiustamenti minimi che hanno prodotto un aumento misurabile e universalmente validato di stabilità e comfort, con ricadute dirette anche sulla precisione dei sensori, che dipende dalla costanza del contatto tra il dispositivo e la superficie corporea.
Vestibilità come metrica: dall’esperienza soggettiva ai dati
Prima del design computazionale, la vestibilità dei wearable veniva valutata principalmente attraverso test su campioni limitati di utenti, con risultati inevitabilmente soggettivi e difficilmente generalizzabili. Il design computazionale cambia questo paradigma: grazie a dataset digitalizzati su larga scala e simulazioni AI avanzate, il comfort diventa una metrica quantificabile su cui prendere decisioni progettuali basate su dati anziché su percezioni. Casalegno sintetizza la filosofia alla base del processo: “La tecnologia priva di umanità è semplicemente perfezione senza scopo.” Il design computazionale è lo strumento con cui Samsung concretizza questa visione, sviluppando prodotti pensati per adattarsi alle persone invece di chiedere alle persone di adattarsi ai prodotti.
Il futuro: dataset in crescita e nuove categorie di wearable
Guardando al prossimo decennio, Casalegno indica nella crescita continua del dataset proprietario il principale motore di evoluzione: strumenti AI sempre più personalizzati renderanno possibili simulazioni più accurate e insight più profondi, aprendo la strada a innovazioni esponenziali fino a delineare nuove categorie di wearable capaci di ridefinire i confini dell’esperienza utente.



