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Meta chiarisce come funziona il “bonus”
Dietro tali dichiarazioni contrapposte emerge una realtà sempre più evidente. Le grandi aziende stanno combattendo una guerra per i talenti senior, mentre il mercato del lavoro per le figure junior appare in forte difficoltà. I licenziamenti di massa che hanno caratterizzato l’ultimo anno nel settore tech si contrappongono agli sforzi imponenti per trattenere o attrarre professionisti esperti. La cui esperienza è divenuta fondamentale per guidare lo sviluppo dell’AI. Secondo Bosworth, anche OpenAI si è lanciata in tale competizione, offrendo contro-proposte a sette cifre per impedire fughe verso Meta.
Tale sfida tra colossi non si gioca solo sul piano del reclutamento, ma anche su quello della strategia. Durante un incontro interno, Chris Cox, Chief Product Officer di Meta, ha illustrato le differenze tra l’approccio della sua azienda e quello di OpenAI. Cox ha ammesso che ChatGPT mantiene una posizione di assoluto vantaggio per diffusione e uso quotidiano. Basti pensare che l’app di Meta AI ha un numero relativamente modesto di utenti attivi giornalieri (circa 450.000). Meta, però, non intende competere direttamente con ChatGPT. Il suo obiettivo è valorizzare i propri punti di forza storici: la socialità, l’intrattenimento e l’integrazione dell’AI.









