C’è una guerra silenziosa — ma neanche troppo — che sta infiammando i corridoi dorati delle big tech: non è fatta di algoritmi o codice, ma di proposte indecenti recapitate via e-mail o in una call privata su Zoom. Il campo di battaglia? L’intelligenza artificiale. I soldati? I cervelloni più brillanti del settore. E tra chi li vuole dalla propria parte, Meta sembra giocare il tutto per tutto.
Meta offre 100 milioni per gli ingegneri OpenAI, ma nessuno accetta
Sam Altman, il volto ormai inconfondibile di OpenAI, ha raccontato che Meta starebbe offrendo cifre da capogiro — si parla di contratti da 100 milioni di dollari — pur di strappare i suoi ingegneri migliori. Non bonus generici o benefit vaghi: contratti veri e propri, firmabili, con tanti zeri scritti in chiaro. È il tipo di offerta che fa tremare anche i più idealisti, perché diciamolo, cento milioni non si ignorano con leggerezza.
Eppure, almeno secondo Altman, nessuno dei suoi ha accettato. Nessuno. E questa cosa fa riflettere. Perché da un lato hai un’offerta che potrebbe cambiarti la vita per sempre, e dall’altro c’è… cosa? La missione? L’ambiente? L’idea che si stia davvero costruendo qualcosa di unico, forse irripetibile? Probabile. Forse chi lavora dentro OpenAI sente di essere esattamente nel posto giusto, nel momento giusto. E non è detto che basti un assegno gigante per farli cambiare idea.
Meta, però, non molla. La sua corsa verso l’AGI — quella forma di intelligenza artificiale capace di pensare, decidere e ragionare come (o meglio di) un essere umano — è diventata una priorità assoluta. E arrivarci per primi significherebbe avere tra le mani una tecnologia in grado di riscrivere le regole del mondo: dall’economia alla scienza, passando per il modo in cui viviamo ogni giorno. Capite perché sono disposti a tutto?
La sensazione, comunque, è che questa non sia una battaglia destinata a spegnersi presto. Anzi, è solo l’inizio. Il talento, nel mondo dell’AI, vale più dell’oro. E le aziende lo sanno bene: chi riuscirà a costruire il team più forte, avrà in mano le chiavi del futuro.
