La memoria LPDDR5X sta diventando il vero grattacapo di Apple, e i numeri parlano chiaro. Tra il primo e il secondo trimestre del 2026 il costo per singolo modulo da 12GB è salito di circa 60 euro, una botta che nessuno a Cupertino si aspettava di assorbire in così poco tempo. E la cosa curiosa è che, per una volta, neppure il colosso californiano sembra avere abbastanza forza per evitare il colpo.
Con un ecosistema che conta oltre un miliardo e mezzo di dispositivi sparsi per il mondo, Apple ha sempre potuto trattare con i fornitori da una posizione di vantaggio. Ottenere sconti era quasi la normalità. Adesso però la storia è diversa. La pressione sui prezzi della memoria DRAM è talmente forte che sono proprio i moduli LPDDR5X a dettare i tempi e i listini dei prossimi prodotti, ribaltando i rapporti di forza.
Apple: perché i contratti di un tempo non funzionano più
Fino a poco fa l’azienda bloccava le forniture di chip con accordi annuali, a volte anche più lunghi, strappando prezzi ben più bassi rispetto al mercato del momento. Ora invece le trattative avvengono trimestre per trimestre, e l’obiettivo non è più risparmiare ma semplicemente assicurarsi pezzi a sufficienza per una gamma di prodotti che continua ad allargarsi.
Nel frattempo i prezzi della DRAM hanno preso una corsa senza freni. Verso la fine del primo trimestre e nel corso del secondo del 2026 i contratti LPDDR5 viaggiavano intorno ai 9 euro per gigabyte, il che significa circa 100 euro per un chip da 12GB. Un valore già triplicato rispetto all’inizio del 2025. I dati più recenti sono ancora più pesanti, perché il costo di un chip LPDDR5X da 96Gb è passato dai 67 euro circa del primo trimestre del 2026 ai quasi 127 euro del secondo. Tradotto, un aumento del 89 percento in un solo trimestre. Stime indipendenti confermano che oggi Apple paga questi moduli intorno ai 126 euro l’uno.
Aumenti in arrivo sugli iPhone
A questo punto non sorprende che a Cupertino si stiano preparando a uno shock sul fronte dei costi nel terzo trimestre. Il terreno per ritoccare verso l’alto i prezzi della gamma iPhone 17 sembra già pronto, e i rialzi potrebbero arrivare anche nel giro di poche settimane. Del resto Tim Cook lo ha messo nero su bianco, definendo gli aumenti ormai “inevitabili”.
Lo scenario è paradossale. La DRAM di tipo comune oggi garantisce ai produttori di chip un margine operativo superiore del 15 percento rispetto a quello delle memorie HBM, quelle pensate per l’intelligenza artificiale. E c’è chi spinge le previsioni ancora più in là, parlando di un margine operativo sulla DRAM general purpose che potrebbe toccare un picco teorico del 90 percento entro l’anno.
Gli analisti sono allineati su questa lettura e non si aspettano che i prezzi della DRAM raggiungano il loro apice prima del 2027 inoltrato. Per le casse di Apple significa una stretta sui margini di proporzioni storiche. E le proiezioni iniziano già a circolare. Si parla di un iPhone 18 Pro con il taglio di memoria base a un prezzo intorno ai 1.290 euro, mentre la versione Pro Max potrebbe spingersi fino ai 1.380 euro circa.
Sul fronte produttivo c’è anche chi ipotizza che il chip A21 in versione standard possa restare ancorato al processo N2 di TSMC, una scelta che lascerebbe intatta almeno una parte degli equilibri tecnologici mentre tutto il resto della filiera si muove sotto la pressione dei costi della memoria.