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La meccanica quantistica potrebbe rendere impossibile osservare l’Universo dal punto di vista di Dio, cioè da quella posizione privilegiata e neutrale da cui tutto apparirebbe chiaro, ordinato e identico per chiunque. Uno studio recente mette infatti in dubbio l’esistenza di una realtà unica e assoluta, valida allo stesso modo per tutti gli osservatori. Detta così sembra una questione per pochi addetti ai lavori, ma tocca qualcosa di molto più ampio, ovvero il modo stesso in cui l’essere umano ha sempre provato a raccontare il mondo.
L’idea di partenza è semplice, almeno in apparenza. Esiste un mondo là fuori, con i suoi fatti e i suoi eventi, e chi lo osserva può descriverlo in modo più o meno preciso. Gli strumenti possono migliorare, le teorie possono affinarsi, ma la realtà resta sempre la stessa. È proprio questa certezza, data quasi per scontata, a finire sotto la lente della fisica dei quanti.
Il sogno di una visione d’insieme
Da sempre ricercatori, storici e filosofi inseguono una visione d’insieme del mondo. Ognuno a modo suo, con i propri metodi e il proprio linguaggio, ha cercato di mettere insieme i pezzi per arrivare a un quadro complessivo e coerente. Non a caso questo tipo di sguardo viene spesso descritto come una prospettiva divina, una sorta di osservatorio collocato al di sopra di tutto, capace di abbracciare ogni cosa senza farsi condizionare da un punto di osservazione particolare.
È un’ambizione che attraversa discipline molto diverse tra loro. Lo storico prova a ricostruire gli eventi così come sono andati davvero, al netto delle testimonianze parziali. Il filosofo si interroga su cosa sia reale e cosa invece dipenda solo dalla nostra percezione. Lo scienziato, dal canto suo, punta a leggi universali che funzionino ovunque e per chiunque. In tutti questi casi sullo sfondo c’è la stessa aspirazione, raggiungere uno sguardo completo e imparziale sull’esistente.
Il dubbio sollevato da Eric Cavalcanti
Proprio su questo punto interviene il fisico teorico Eric Cavalcanti, secondo cui la meccanica quantistica potrebbe mettere seriamente in discussione l’idea stessa di una prospettiva onnicomprensiva. Il nodo è tutto qui. Se la teoria che descrive il comportamento della materia su scala microscopica non consente di parlare di una realtà unica condivisa da tutti, allora anche il sogno di uno sguardo dall’alto perde gran parte delle sue fondamenta. Non si tratta di un semplice limite tecnico, legato a strumenti ancora troppo imprecisi o a misurazioni da perfezionare. La questione riguarda piuttosto la natura stessa di ciò che chiamiamo realtà. Se quanto viene osservato dipende in qualche misura da chi osserva, l’ipotesi di un unico racconto valido per l’intero Universo diventa molto più fragile di quanto si sia sempre pensato.
La riflessione di Cavalcanti si inserisce così in un dibattito che unisce fisica e filosofia, due ambiti che sul terreno dei quanti si ritrovano spesso a camminare fianco a fianco. Al centro resta la domanda di partenza, cioè se la meccanica quantistica renda davvero irraggiungibile quel punto di vista di Dio a cui scienziati e pensatori hanno sempre guardato, e lo studio indica che una realtà assoluta, identica per ogni osservatore, potrebbe semplicemente non esistere.
Fonte: TecnoAndroid


