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Marvel’s Wolverine, modalità foto con cinque luci: come usarla

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La modalità foto di Marvel’s Wolverine è uno degli strumenti più ricchi mai visti in un gioco Insomniac e offre un modo piacevole per scoprire le basi della fotografia mentre si osserva da vicino il lavoro artistico dello studio e una grafica sempre più vicina al fotorealismo. Tra luci virtuali, pose e filtri non serve preoccuparsi dello spazio a disposizione né della pazienza dei modelli. L’eredità arriva direttamente dai giochi dedicati all’Uomo Ragno, dove queste opzioni avevano debuttato, e ora si arricchisce di un tocco ancora più supereroico. Un avviso prima di cominciare: alcuni esempi toccano costumi e contenuti della parte centrale dell’avventura.

Da dove partire tra capitoli, interfaccia e scorciatoie

Dopo aver visto i titoli di coda, caricando il salvataggio ci si ritrova nel cottage di Logan. Basta andare a letto per aprire la selezione dei capitoli e tornare in qualsiasi luogo o momento della storia. Le ambientazioni non mancano davvero, dalle distese innevate del Canada alle strade al neon di Shinjuku fino ai vicoli fitti di Madripoor, con scene da blockbuster e momenti più intimi dedicati ai personaggi.

Le opzioni sono tantissime e comprendono fino a cinque luci indipendenti oltre alla luce naturale personalizzabile, pose, modalità miniatura e filtri. Il risultato è un’interfaccia piuttosto affollata e divisa in più schede, ma se copre l’inquadratura un tasto la sposta da un lato all’altro dello schermo. Nelle Impostazioni si può anche assegnare alle frecce direzionali del DualSense una scorciatoia per aprire la modalità foto, che di base si raggiunge dal menu Pausa. Già che ci si trova lì conviene mappare su un’altra freccia la regolazione della velocità di gioco, riducibile del 30, 50 o 70% per cogliere l’istante d’azione giusto. L’opzione Inclinazione infine permette di passare dal classico panorama a un drammatico piano olandese o a un ritratto 9×16, comodissimo su PlayStation Portal girando semplicemente il dispositivo di lato.

Cinque luci e tanta libertà con Logan

Il cuore della modalità foto sono proprio quelle cinque sorgenti, ognuna con colore, intensità e distanza regolabili, da impostare come Luce sferica dal bagliore più ampio o come Luce diretta con un raggio più deciso. Non è necessario usarle tutte. Per un ritratto ne bastano una o due, cioè la luce chiave che illumina il soggetto frontalmente e quella di contorno, posta dietro con intensità più bassa per staccare spalle e capelli dallo sfondo. Spostare la luce chiave di lato, sopra o sotto cambia del tutto l’atmosfera, e nulla vieta di osare, come piazzare Logan dentro il lampo dello sparo di una pistola durante un combattimento.

Un buon esercizio è la sala giochi del capitolo “Nell’ombra”, un’esplosione di schermi e neon dove ogni luce può imitare il riflesso di un cabinato diverso. Nel casinò ne bastano due, una viola davanti alla slot machine che colpisce Jean Grey e una bianco sporco fuori campo su Logan. Con tre luci si possono riprodurre lanterne e candele, alzando l’intensità per proiettare ombre nette sul pavimento.

Con Posa personaggi Wolverine si muove liberamente in un raggio generoso, ruota, cambia espressione, costume e artigli, e può sparire insieme ai nemici con un semplice interruttore. Conviene provare vari costumi dopo ogni scatto perché i materiali reagiscono in modo diverso alla luce. Va ricordato però che la posizione iniziale di Logan diventa il punto attorno a cui ruotano le luci.

Miniature, sovrapposizioni e un ultimo sguardo

Dai giochi dell’Uomo Ragno arriva anche la modalità Action Figure, nascosta nel sottomenu di Posa personaggio, che trasforma Logan in una miniatura. Il piccolo Wolverine mantiene lo stesso raggio di movimento della versione normale e dispone di pose aeree dedicate, perfette per creare il Fastball Special più piccolo del mondo o immagini dal sapore di copertina a fumetti, magari cambiando lo sfondo per ottenere una palette da graphic novel.

Il modello di Wolverine non viene bloccato da altri personaggi o oggetti, quindi le compenetrazioni sono inevitabili ma basta l’angolazione giusta per nasconderle. Oppure si possono sfruttare, fondendo le teste di Jean e Logan in omaggio ai poster della fantascienza e a una storia che scava nella sua mente e nei suoi ricordi. Prima di uscire vale sempre la pena guardarsi attorno nel momento congelato, perché allargando l’obiettivo su una scena al neon la mano di Jean in primo piano si è trasformata in una cornice capace di cambiare completamente l’atmosfera della foto.

Fonte: TecnoAndroid

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