Marathon perde un altro pezzo importante, e non è certo una buona notizia per un progetto che già naviga in acque agitate. Joe Ziegler, che ha guidato lo sparatutto a estrazione di Bungie per tre anni e mezzo, ha lasciato lo studio, aggiungendo l’ennesimo cambio al vertice a una serie di scossoni organizzativi che sembrano non finire mai. Il suo ultimo giorno è stato venerdì 17 luglio 2026, e la sua uscita arriva in un momento tutt’altro che tranquillo per la casa che ha dato vita a Halo.
Prima di lui, la stessa poltrona era stata occupata da Christopher Barrett, che però se n’era andato in circostanze decisamente più spinose. Ziegler invece ha scelto la via del saluto pubblico, affidando l’annuncio al suo profilo Twitter con un messaggio che mescola gratitudine e qualche accenno al futuro. Ha spiegato di passare il testimone a Del Chafe III e Julia Nardin, creative director del titolo, definendoli persone già ben radicate in ruoli di grande responsabilità dentro il team.
Un addio con parole affettuose e uno sguardo al futuro
“Sono orgoglioso di loro e non vedo l’ora di vederli guidare il futuro di questo piccolo e folle mondo che abbiamo costruito insieme”, ha scritto il game director, aggiungendo di essere pronto a intraprendere qualcosa di nuovo, altrove, con la promessa di aggiornamenti a breve. Nel suo commiato non è mancato un ringraziamento affettuoso alla community, con un pensiero divertito rivolto a tutti i giocatori che hanno trovato modi creativi per eliminare robot e avversari. E poi la sua firma personale, quel “Keep it weird, keep it real” che si potrebbe tradurre più o meno con “restate strani, restate autentici”.
Prima di approdare a Bungie, Ziegler aveva accumulato dodici anni di esperienza a Riot Games, la software house nota soprattutto per League of Legends, salendo passo dopo passo fino al ruolo di senior game director. Un curriculum solido, insomma, che ora porterà chissà dove.
Uno studio che cerca stabilità dopo mesi difficili
Il problema è il contesto in cui questa uscita si inserisce. Definirlo complicato sarebbe generoso. Appena il mese scorso Bungie ha annunciato un nuovo giro di licenziamenti che ha colpito almeno 292 dipendenti, tra cui gran parte del team dedicato a Destiny 2, insieme a un numero imprecisato di sviluppatori impegnati proprio su Marathon e a diverso personale di supporto. Non è un caso isolato, purtroppo. Nel 2023 lo studio aveva già tagliato cento posizioni, e nel 2024 ne aveva eliminate altre 220, pari a circa il 17 percento dell’intero organico.
A rendere il quadro ancora più teso, all’inizio di luglio è saltato fuori un accordo stragiudiziale tra Christopher Barrett e le società Sony e Bungie. Barrett aveva avviato una causa da circa 175 milioni di euro contro entrambe, accusandole di averlo licenziato ingiustamente e di aver danneggiato la sua reputazione lasciando intendere pubblicamente un suo coinvolgimento in episodi di molestie sessuali. La sua uscita, resa nota nel marzo 2024, era stata inizialmente presentata come una semplice riorganizzazione del management. Poi era emerso che il licenziamento arrivava dopo un’indagine interna scattata a seguito delle denunce di almeno otto dipendenti donne.
E così Marathon, il reboot dello sparatutto a estrazione ambientato nell’universo sci-fi ideato da Bungie negli anni Novanta, resta un progetto in piena evoluzione sotto una nuova guida. Del Chafe III e Julia Nardin ereditano un titolo che la community attende con curiosità, ma anche un fardello non da poco, in uno studio che prova a ritrovare un po’ di equilibrio dopo una stagione fatta di cambiamenti profondi. Ziegler, dal canto suo, ha voluto rassicurare i fan che la missione andrà avanti in forme nuove e sorprendenti, invitandoli a restare sintonizzati su quello che il team ha in serbo.