Marathon continua a non ingranare e i numeri parlano chiaro. Il gioco firmato Bungie, arrivato sul mercato a marzo senza grandi clamori, ha messo insieme una base di appassionati piccola ma piuttosto fedele. Il problema è un altro. I giocatori attivi restano davvero pochi e lo studio sta provando in tutti i modi a richiamare nuovo pubblico, senza che finora qualcosa abbia funzionato come sperato.
Una partenza in salita per il gioco di Bungie
Il debutto, va detto, non è stato dei più rumorosi. Marathon ha trovato fin da subito uno zoccolo duro di estimatori, gente che ci ha creduto e che continua a seguirlo. Ma una manciata di fan affezionati non basta a tenere in piedi un progetto di queste dimensioni. Le vendite sono rimaste basse, le iniziative pensate per attirare altri giocatori hanno avuto un impatto limitato e il quadro complessivo, al momento, non sorride affatto a Bungie.
Tra i tentativi messi in campo c’è stata anche una settimana di prova gratuita, una mossa pensata per far provare il gioco a chi era indeciso e magari convincerlo a restare. Il risultato però non ha cambiato granché le cose. Nemmeno regalando l’accesso, insomma, lo studio è riuscito a far lievitare in modo significativo il numero degli utenti collegati. E quando una formula del genere non porta i frutti sperati, di solito è un segnale che qualcosa nel meccanismo non gira come dovrebbe.
Lo spettro dei licenziamenti entro l’estate
A rendere il momento ancora più delicato c’è la possibilità, tutt’altro che remota, di tagli pesanti al personale. Secondo le indiscrezioni circolate, Bungie potrebbe arrivare a dimezzare il proprio organico entro l’estate. Un ridimensionamento di questa portata sarebbe la conseguenza diretta delle difficoltà incontrate da Marathon, un titolo su cui lo studio aveva evidentemente puntato parecchio e che, almeno per ora, non sta restituendo quanto investito. Parliamo di un dato che pesa, perché dietro a un numero come il 50 percento ci sono persone, ruoli, competenze. E per uno studio come Bungie, abituato a lavorare su progetti ambiziosi, ritrovarsi a valutare scelte di questo tipo racconta meglio di tante parole quanto sia complicata la situazione attuale.
Lo studio, dal canto suo, continua a cercare strade nuove per allargare il pubblico e tenere viva l’attenzione attorno al gioco. La sfida è capire se ci sia ancora margine per invertire la rotta o se i numeri raccolti finora abbiano già scritto buona parte della storia. Le iniziative provate finora non hanno dato la spinta sperata e il bacino di giocatori attivi resta il vero nodo da sciogliere. Tra vendite basse, una community che fatica a crescere e l’ombra dei licenziamenti all’orizzonte, i prossimi mesi diranno parecchio sul futuro del titolo e dello studio che lo ha creato.