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Apple sembra pronta a fare qualcosa di più ambizioso di un semplice aggiornamento, perché il nuovo MacBook Ultra con schermo OLED non prenderebbe il posto del Pro attuale, ma gli si affiancherebbe. Due linee distinte, due fasce di prezzo, due filosofie. Un cambio di rotta rispetto a quanto si immaginava fino a poche settimane fa, quando l’ipotesi più diffusa parlava di un portatile professionale completamente riprogettato destinato a mandare in pensione il modello con pannello miniLED.
Il dettaglio che ha rimescolato le carte arriva dal mondo dei componenti, dove spesso si leggono le strategie prima che vengano annunciate. La società di ricerca Omdia sostiene che Apple continuerà a ordinare i pannelli miniLED attualmente in uso fino al 2028. Un’informazione apparentemente tecnica, quasi noiosa, che però racconta molto: nessuno tiene in produzione uno schermo per altri due anni se il prodotto che lo monta è destinato a scomparire dal listino.
Due MacBook di fascia alta, non uno
Da qui la ricostruzione che sta prendendo forma. Il modello con display OLED, touchscreen e Dynamic Island si chiamerebbe MacBook Ultra e occuperebbe il gradino più alto della gamma, mentre il MacBook Pro con miniLED resterebbe in vendita come alternativa più accessibile. Non è una novità assoluta per Apple, che in passato ha già mantenuto in catalogo generazioni precedenti proprio per abbassare il prezzo d’ingresso, lasciando ai prodotti nuovi il compito di presidiare la fascia premium.
Tradotto in pratica, la lineup dei portatili entro il prossimo anno potrebbe articolarsi su tre livelli. In basso il MacBook Air da 13 e 15 pollici, con chip M5 e in seguito M6. Al centro il MacBook Pro da 14 e 16 pollici, miniLED, con M5 Pro e M5 Max, cioè esattamente il modello che si trova oggi negli scaffali. In cima il MacBook Ultra, sempre nei formati da 14 e 16 pollici, con OLED, pannello touch, Dynamic Island e la stessa coppia di processori M5 Pro e M5 Max.
Quanto potrebbero costare
Sui prezzi si ragiona ancora per stime, ma il posizionamento atteso suggerisce una forbice piuttosto chiara. Il MacBook Pro miniLED potrebbe partire da circa 2.300 euro, mentre il MacBook Ultra dovrebbe aprire intorno ai 2.750 euro, con la concreta possibilità di salire ancora. Cifre non ufficiali, va detto, che servono più a inquadrare la distanza tra le due famiglie che a fissare un listino.
Per chi lavora con il Mac e non ha bisogno del display OLED né dell’interazione touch, la prospettiva è tutt’altro che negativa. Restare su una macchina già molto capace, con schermo miniLED e chip di ultima generazione, senza dover inseguire il salto di prezzo del nuovo top di gamma, è uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava escluso. E che ora appare invece il più probabile.
Cosa si sa già del nuovo top di gamma
Sul MacBook Ultra diversi elementi erano emersi nei mesi scorsi e trovano ora una collocazione più precisa. Si parla di uno chassis più sottile rispetto all’attuale generazione, di un pannello touchscreen integrato nel sistema operativo desktop e della presenza della Dynamic Island al posto del notch tradizionale. Tutte caratteristiche che, messe insieme, spiegano perché Apple avrebbe scelto un nome diverso invece di limitarsi a una nuova generazione di Pro. Quello che mancava era capire dove si sarebbe posizionato rispetto alla linea esistente, e la conferma sulla produzione prolungata dei pannelli miniLED riempie proprio quel vuoto. Il risultato è una gamma più articolata, con una separazione netta tra chi cerca il massimo dell’innovazione e chi preferisce spendere meno per una macchina professionale già collaudata.








