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Apple si prepara a presentare mercoledì 28 ottobre i primi MacBook Pro con schermo OLED touch, una svolta che fino a pochi anni fa sembrava impensabile per l’azienda di Cupertino. I nuovi portatili arriveranno nei formati da 14 e 16 pollici con processori M5 Pro e M5 Max, ma l’aspetto esterno non dovrebbe cambiare in modo sostanziale. Niente cerniera capace di far ruotare completamente il display, quindi. Il vero lavoro si concentra altrove, cioè su macOS, che è stato rivisto per rendere più naturale l’uso delle dita sullo schermo.
Per capire la portata della novità basta guardare indietro. A differenza di molti concorrenti, Apple non ha mai voluto un display sensibile al tocco sui propri notebook. Circa 16 anni fa Steve Jobs definì i portatili con schermo touch ergonomicamente terribili, e Tim Cook arrivò a paragonare l’unione tra notebook e tablet a quella tra un tostapane e un frigorifero. Posizioni piuttosto nette, che oggi vengono in parte superate con l’arrivo dei nuovi MacBook Pro dotati anche di Dynamic Island.
Il nodo dell’ergonomia resta aperto
La questione sollevata a suo tempo da Jobs, però, non sparisce. Mancando una cerniera in grado di ruotare il pannello fino a 360 gradi, come succede nei portatili convertibili, il display resterà in posizione verticale. Chi vorrà toccarlo dovrà tenere il braccio sollevato, esattamente lo scenario che a Cupertino veniva considerato scomodo. Per questo motivo il touch non sostituirà mouse e trackpad ma sarà un metodo di input opzionale, utile in determinate situazioni e non pensato per un uso continuo.
Proprio partendo da questo presupposto Apple ha lavorato sul software. L’idea non è trasformare il Mac in un tablet ma permettere di alternare con facilità il tocco diretto e il classico punta e clicca, senza che il passaggio da una modalità all’altra risulti macchinoso o crei confusione nell’interfaccia.
Come cambia macOS 27 Golden Gate
Il cuore dell’aggiornamento è macOS 27 Golden Gate, che porterà un’interfaccia dinamica. Il sistema terrà conto delle interazioni precedenti e proporrà comandi diversi a seconda del tipo di input utilizzato. Toccando un pulsante, per esempio, comparirà un menu tutto attorno al dito, così da avere le opzioni a portata di mano senza doverle cercare altrove. Anche il Dock e la barra dei menu sono stati ottimizzati per l’interazione tattile, con l’obiettivo di rendere più semplice la convivenza tra dita, mouse e trackpad sullo stesso computer.
Accanto al software, la novità più rilevante sul fronte hardware è senza dubbio il pannello OLED. Rispetto al mini LED montato sui modelli attuali garantisce neri più profondi e un contrasto superiore, due caratteristiche che si notano soprattutto nella visione di contenuti video e nel lavoro su immagini. C’è però un rovescio della medaglia, perché questa tecnologia costa di più e il prezzo dei nuovi MacBook Pro sarà di conseguenza più alto. Chi non è interessato allo schermo tattile avrà comunque un’alternativa. Apple continuerà a vendere le versioni senza touch dei suoi portatili professionali, anche se in futuro questi modelli potrebbero sparire dal catalogo.
Fonte: TecnoAndroid


