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Luxeed RX, il SUV elettrico disegnato da un ex Ferrari

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Chi si aspettava l’ennesima copia sfacciata resterà sorpreso, perché dietro le linee della Luxeed RX c’è la mano di un designer che a Maranello ha lavorato davvero. Il nuovo SUV coupé elettrico nato dall’alleanza tra Chery e Huawei, sotto il consorzio HIMA, somiglia moltissimo alla Ferrari Purosangue, e la spiegazione non è il fotocopiatore ma l’assunzione diretta di chi quelle proporzioni le ha disegnate per anni. Il nome è quello di Werner Gruber, cresciuto in Pininfarina e poi senior exterior designer in Ferrari, dove ha messo mano a progetti come LaFerrari, FXX K e Portofino. In Cina il concetto di ispirazione ha superato da tempo la fase del copia e incolla goffo, e questo è probabilmente l’esempio più chiaro degli ultimi anni.

Misure quasi identiche, e non è un caso

Basta guardare i numeri per capire dove puntava il progetto. La Luxeed RX misura 5.020 mm di lunghezza, 2.007 mm di larghezza e un passo di 3.000 mm. Il dato che racconta tutto è però l’altezza, appena 1.585 mm nella configurazione più bassa. La Purosangue, per fare il confronto, si ferma a 4.973 mm di lunghezza, 2.028 mm di larghezza, 1.589 mm di altezza e 3.018 mm di passo. Praticamente sovrapponibili. Una silhouette bassa, tirata, muscolosa, agli antipodi rispetto ai volumi squadrati della maggior parte dei SUV elettrici in circolazione. La ricetta estetica emiliana riletta in chiave a batteria e prodotta nell’Anhui, in sostanza.

Sotto quella carrozzeria che sa di Purosangue alla spina, la dotazione tecnica non è da riempitivo. La versione a trazione integrale monta il sistema di propulsione di nuova generazione DriveOne firmato Huawei, con 437 kW complessivi, cioè 586 cavalli, distribuiti tra un motore anteriore da 160 kW e uno posteriore da 277 kW. L’architettura centralizzata promette tempi di risposta della coppia sotto il millisecondo, e sul volante sagomato a D compare un tasto fisico Boost che libera temporaneamente un 10% di coppia in più scaricata a terra.

Le prestazioni dichiarate fanno discutere

I vertici del marchio hanno raccontato di un test di evitamento ostacolo superato a oltre 250 km/h su un circuito ovale sopraelevato, con accelerazioni laterali vicine a 1G. Numeri che, se confermati sul campo, dicono parecchio sul lavoro fatto sul telaio.

Il pacchetto meccanico comprende sospensioni pneumatiche a doppia camera abbinate ad ammortizzatori a controllo continuo, doppio quadrilatero all’anteriore e multilink a cinque bracci dietro. L’impianto frenante è ad alte prestazioni, con pinze fisse anteriori a sei pistoncini. Roba da sportiva vera, almeno sulla carta. Sul fronte autonomia, le batterie sono fornite da CATL e arrivano fino a 100 kWh, con una percorrenza dichiarata di 852 km nel ciclo di omologazione cinese CLTC. Valore che, come sempre accade con il CLTC, va letto con le dovute cautele rispetto agli standard europei.

Due mondi, due listini

Qui sta la differenza più evidente. Mentre a Maranello la Purosangue resta un oggetto per pochissimi, con liste d’attesa lunghissime e un prezzo che supera abbondantemente i 380.000 euro, Chery e Huawei hanno aperto i preordini della Luxeed RX in Cina posizionandola nel segmento dei crossover sportivi ad altissimo contenuto tecnologico. Le rivali dichiarate sono tutte interne al mercato cinese, a partire da Xiaomi YU7 e Voyah Passion S. Un campo di battaglia dove il software proprietario e l’integrazione con l’elettronica di consumo pesano quanto la meccanica, forse di più.

Il punto interessante è il metodo. Non si tratta soltanto dell’ennesimo modello cinese lanciato all’assalto, ma della dimostrazione di come l’industria di Pechino sappia occidentalizzare i propri prodotti prendendo il meglio del design europeo, aggiungendo prestazioni da supercar e una dotazione software che dalle nostre parti resta ancora un miraggio. Il tutto affidato alla matita di chi, quel linguaggio stilistico, lo ha imparato dentro le mura giuste.

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