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Lombardia, legge sull’IA etica: c’è anche una Carta regionale

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La Lombardia ha una nuova legge regionale dedicata all’uso etico dell’intelligenza artificiale. Il provvedimento, approvato dal Consiglio regionale, aggiorna la normativa già in vigore su ricerca e innovazione e introduce un capitolo specifico sull’IA, insieme a una serie di strumenti pensati per governarne l’impiego. Non si parte quindi da zero. Si interviene su una cornice esistente, cambiandone però il baricentro e mettendo al centro una tecnologia che sta trasformando il modo di lavorare, studiare e produrre.

Gli obiettivi indicati nel testo sono sostanzialmente due. Da una parte c’è la volontà di promuovere un impiego responsabile dell’intelligenza artificiale, dall’altra quella di favorire il trasferimento tecnologico e la crescita del capitale umano, con un’attenzione particolare alla formazione. Due binari che viaggiano in parallelo, perché senza competenze diffuse anche le norme più dettagliate rischiano di restare sulla carta.

Programma triennale, comitato scientifico e una Carta dedicata

Sul piano pratico la nuova normativa lombarda prevede tre strumenti distinti. Il primo è un programma strategico triennale, che dovrà orientare le scelte della Regione in materia. Il secondo è un comitato scientifico, mentre il terzo è un tavolo permanente di confronto. Tre livelli diversi, insomma, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbero permettere di seguire da vicino lo sviluppo di queste tecnologie e il loro utilizzo sul territorio.

Tra le novità spicca anche la Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, un documento che si affianca agli altri strumenti previsti e che rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del provvedimento approvato dall’assemblea lombarda.

A spiegare la natura del testo è stato il relatore, il leghista Andrea Sala, che lo ha definito “un provvedimento prevalentemente di indirizzo” reso necessario dallo sviluppo dell’IA. Secondo Sala la legge “definisce in maniera chiara che l’intelligenza artificiale è da considerarsi uno strumento di supporto ma sempre e comunque sottoposto al controllo e alla responsabilità umana finale”. Un principio che attraversa tutto l’impianto normativo. La macchina può aiutare, ma l’ultima parola resta alle persone.

La soddisfazione della giunta e le critiche del Pd

Piuttosto soddisfatto l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che ha parlato dell’intelligenza artificiale come di “una rivoluzione epocale per il nostro sistema economico e sociale”. Per Fermi la Lombardia “non può certo stare alla finestra e attendere il cambiamento”. La Regione, ha aggiunto, ha scelto di essere protagonista di questa trasformazione “mettendo sempre al centro la persona, la sostenibilità e la responsabilità etica”. Tre parole chiave che, nella visione dell’assessore, dovrebbero guidare l’applicazione concreta della legge regionale nei prossimi anni.

Di tutt’altro avviso l’opposizione. Il Pd ha espresso un giudizio critico sul testo, contestandone soprattutto l’assenza di una direzione precisa. Il consigliere regionale dem Samuele Astuti ha spiegato che servirebbe “una legge di visione, che spiegasse in quale direzione andare, quali investimenti fare, quali infrastrutture sostenere e quali garanzie dare ai cittadini”. E ha chiuso con un giudizio netto sul provvedimento appena approvato: “In questa legge non vediamo alcuna strategia”.

Fonte: TecnoAndroid

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