Vai al contenuto
Offerte

Registered App Store: Google certifica gli store alternativi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Google ha avviato la certificazione dei Registered App Store, una nuova categoria di negozi digitali alternativi che potranno distribuire applicazioni sugli smartphone Android con un trattamento molto simile a quello riservato al negozio ufficiale. La novità è una conseguenza diretta della sconfitta in tribunale contro Epic Games, una vicenda giudiziaria che ha costretto l’azienda di Mountain View a rivedere il modo in cui gestisce la distribuzione del software sulla propria piattaforma.

Le ricadute però non saranno uguali ovunque. Negli Stati Uniti gli store di terze parti potranno accedere all’intero catalogo delle app presenti su Google Play, e il primo a sfruttare questa apertura è Aptoide Games. Nel resto del mondo la strada scelta è diversa e passa proprio dai Registered App Store, per i quali il percorso di certificazione è ufficialmente partito. Si tratta quindi di due modelli distinti, pensati per mercati con regole differenti.

Un tocco per installare e aggiornamenti in background

L’idea alla base di questi negozi è offrire un’alternativa concreta al sideloading, cioè l’installazione manuale di applicazioni scaricate al di fuori dei canali ufficiali. È una procedura che richiede diversi passaggi e che non risulta affatto alla portata di tutti, soprattutto per chi ha poca familiarità con le impostazioni del telefono. C’è poi un altro elemento da tenere presente: entro il 2027 l’installazione manuale sarà consentita soltanto per le app realizzate da sviluppatori verificati.

I negozi certificati godranno invece di un trattamento preferenziale. Gli utenti potranno installare le applicazioni con un singolo tocco e gli aggiornamenti verranno scaricati e applicati in background, esattamente come avviene oggi sullo store di Google. In pratica l’esperienza diventa molto più semplice e immediata rispetto a quella offerta dal sideloading tradizionale, senza conferme ripetute o passaggi complicati.

Questi privilegi naturalmente hanno un prezzo. Per ottenere lo status bisognerà versare una commissione annuale di registrazione pari a circa 9.000 euro. Google si riserva inoltre la possibilità di chiedere ulteriori somme nel caso in cui uno store finisca per distribuire malware, una clausola pensata per tenere alta l’attenzione dei gestori sulla qualità dei contenuti offerti.

Requisiti, date e limiti geografici

Il pagamento da solo non basta. Chi gestisce uno di questi negozi dovrà rispettare una serie di requisiti piuttosto precisi, a partire dal rispetto dei diritti d’autore. Viene richiesta anche un’esperienza d’uso trasparente, che nella pratica significa interfaccia chiara, informazioni dettagliate sulle app, controllo effettivo da parte dell’utente, pubblicità non invasiva e un servizio di supporto clienti. A tutto questo si aggiungono la garanzia della sicurezza e il rispetto delle leggi sulla privacy. Chi non si adegua alle regole perderà lo status di Registered App Store e con esso tutti i vantaggi collegati.

Sul fronte delle tempistiche, i negozi certificati saranno disponibili a partire dal 1 dicembre 2026 in molti paesi, Italia compresa. Esiste però un vincolo tecnico importante, perché funzioneranno soltanto sui dispositivi aggiornati ad Android 17 QPR2 o alle versioni successive del sistema operativo. Chi possiede uno smartphone fermo a release precedenti, quindi, non potrà usufruire di queste funzioni.

Google ha chiarito anche cosa accade quando ci si sposta all’estero. I privilegi dei Registered App Store continueranno a funzionare nei paesi non supportati se la permanenza è breve. Diverso il discorso per chi cambia paese e indirizzo di residenza, perché in quel caso le funzionalità legate a questi negozi verranno disattivate.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
57 Condivisioni