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Il salto arriva a quota quattro cifre: LG porta a IFA 2026 un monitor gaming da 1000 Hz, e non si tratta di un numero gonfiato da qualche trucco software. Il modello si chiama UltraGear 25G590B, ha un pannello Full HD e raggiunge quella frequenza in modo nativo, cosa che lo rende di fatto uno dei primissimi schermi al mondo a spingersi così avanti. Un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava più un esercizio teorico che un prodotto da mettere sulla scrivania.
Per capire quanto sia insolita questa cifra basta guardare la strada percorsa negli ultimi anni. I monitor pensati per il gioco competitivo sono partiti dai 144 Hz ormai diventati standard, hanno superato i 240, poi i 360, fino ad arrivare oltre i 500 Hz nelle proposte più estreme. Ogni volta sembrava il tetto massimo. Ogni volta è arrivato qualcuno a spostarlo un po’ più in là.
Cosa cambia davvero con mille aggiornamenti al secondo
La matematica è semplice. Un pannello capace di aggiornare l’immagine fino a mille volte ogni secondo riduce l’intervallo tra due aggiornamenti a circa un millisecondo. Detto così sembra poco, ed effettivamente lo è, ma nel gaming competitivo quel poco può bastare. Un colpo andato a segno e un colpo arrivato in ritardo spesso si giocano proprio su quel margine sottilissimo, dove la reattività della catena visiva conta quanto i riflessi di chi impugna il mouse.
È il motivo per cui, in questo segmento, la corsa non si è mai spostata sulla risoluzione. L’UltraGear 25G590B resta un Full HD, scelta che a prima vista può sembrare conservativa ma che ha una logica precisa: negli eSport la fluidità e la rapidità con cui un movimento viene mostrato a schermo pesano molto di più della densità di pixel. Nessuno, in una partita giocata al massimo livello, si ferma ad ammirare la texture di un muro. Conta vedere prima, vedere meglio, vedere senza scie.
Un prodotto di nicchia, ma con un significato preciso
Va detto con onestà che un monitor da 1000 Hz non parla al pubblico generalista. Per sfruttarlo serve una configurazione capace di generare un numero di fotogrammi adeguato, e i titoli in cui questo scenario è realistico sono quelli tecnicamente più leggeri, tipicamente gli sparatutto competitivi e i giochi pensati proprio per le arene professionistiche. Fuori da quel contesto, la differenza percepita rischia di diventare marginale.
Eppure il valore dell’operazione sta anche altrove. Portare un simile pannello a IFA significa dimostrare che la barriera tecnologica è caduta, e che quello che oggi è il vertice assoluto tra qualche anno potrebbe diventare una fascia alta piuttosto normale. È successo con i 144 Hz, considerati esagerati ai tempi in cui i 60 Hz erano la norma. È successo di nuovo con i 240 e con i 360.
La presenza di LG in questa fascia con il marchio UltraGear non sorprende, visto che la linea è da tempo il laboratorio dell’azienda per le soluzioni più aggressive dedicate ai giocatori. Il 25G590B però alza l’asticella in modo netto, perché non insegue un numero già raggiunto da altri ma inaugura una soglia nuova, quella dei mille aggiornamenti al secondo su un pannello di formato compatto e destinato al gioco puro.










