La Land Rover Discovery si prepara probabilmente all’addio, e lo fa con una versione speciale che porta un nome carico di significato. Si chiama Landmark ed è appena stata svelata, un allestimento ricco che potrebbe rappresentare l’ultimo capitolo di questo SUV a sette posti prima di una reinvenzione radicale. Il nome non è casuale, perché era già stato usato per le edizioni finali delle Discovery 2, 3 e 4 negli ultimi mesi di produzione. Un indizio piuttosto chiaro sul destino della quinta generazione.
La Discovery Landmark parte da circa 88mila euro e si piazza a metà strada tra l’allestimento base S, intorno agli 81mila euro, e il top di gamma Tempest, che sfiora i 97mila euro. La verniciatura è la parte più curiosa. Si tratta di una tonalità esclusiva chiamata Tasman Blue, pensata come omaggio al Clearwater Blue della Discovery 1 originale. Dentro e fuori ci sono poi diversi dettagli di stile su misura che la distinguono dal resto della famiglia. Di serie arrivano il tetto panoramico apribile scorrevole e un piccolo frigorifero nella console centrale, quel genere di dotazione che fa la differenza nei viaggi lunghi.
Solo motore diesel e
Sul fronte meccanico non ci sono più molte scelte. Tutte le versioni montano ormai soltanto il D350, il diesel sei cilindri in linea, visto che la Discovery ha ormai abbandonato ogni opzione a benzina e ibrida plug in. Un segnale dei tempi, ma anche di un modello arrivato quasi al capolinea del suo ciclo commerciale. Lanciata nel Regno Unito nel febbraio del 2017, la Discovery non è soltanto il modello più anziano di JLR, ma anche una delle auto più longeve ancora in vendita sul mercato britannico. Alla richiesta di conferma sul fatto che la Landmark fosse davvero il canto del cigno della generazione attuale, un portavoce dell’azienda ha preferito non commentare i piani futuri. Vale la pena ricordare che la Discovery 5 aveva già avuto una versione Landmark tra il 2019 e il 2020, per festeggiare i trent’anni del SUV.
Un futuro tutto da riscrivere
I dettagli sul futuro del nome restano avvolti nel silenzio. Per ora JLR sta concentrando le energie sul lancio della Range Rover Electric, della Defender Sport e dell’erede della Velar. C’è però più di un accenno alla volontà di riposizionare in modo netto questo grande SUV da famiglia, così da distinguerlo dalla Defender, che oggi vende molto di più.
Mark Cameron, alla guida dei marchi Defender e Discovery, aveva spiegato bene il problema. Guardando le cose dal punto di vista del prodotto, la Defender è arrivata piazzandosi proprio sopra la Discovery e ne ha mangiato una fetta importante di mercato. L’azienda sta lavorando per ricostruire ciò che la Discovery rappresenta, con la priorità di collocarla in un territorio davvero unico e riconoscibile. Un eventuale modello erede dovrebbe poggiare sulla piattaforma MLA della Range Rover, di dimensioni simili, capace di ospitare motorizzazioni elettriche, termiche e ibride. Una scelta perfettamente in linea con l’impegno rinnovato di JLR a mantenere per il medio termine un’offerta con più tipi di alimentazione su tutta la gamma.