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Fabrizio Giugiaro rimette mano alla Lamborghini Gallardo, la supercar che contribuì a far nascere più di vent’anni fa, e lo fa insieme a CAVËN Atelier con un restomod a tiratura limitata chiamato Hommage 26. Si tratta del primo progetto firmato dall’atelier ed è un ritorno alle origini piuttosto curioso, perché unisce il disegno di allora alle tecnologie, ai materiali e all’ingegneria di oggi.
La storia merita un passo indietro. La Gallardo ha poi lasciato il posto alla Huracan e alla Temerario con tutte le loro varianti, ma a Sant’Agata viene ricordata come uno dei modelli più amati, quello che ha aiutato il marchio a sfondare davvero. La versione di serie arrivò nel 2003, anche se lo sviluppo era cominciato già negli anni Novanta. La firma ufficiale sul progetto definitivo è di Luc Donckerwolke, eppure il suo stile era un’evoluzione della concept Calà del 1995, disegnata da Italdesign. Non solo. Nel 1998 Giugiaro aveva realizzato una prima versione della Gallardo che, a quanto pare, cambiò ben poco nel passaggio alla produzione.
Fuori quasi tutto nuovo, dentro ritocchi mirati
Basta uno sguardo per riconoscere la Gallardo, anche se gran parte dei pannelli della carrozzeria è inedita e realizzata in fibra di carbonio. Il dettaglio più riuscito è il collegamento tra i fari e le prese d’aria del paraurti anteriore, una soluzione che all’epoca non era tecnicamente realizzabile. Tra le altre novità spiccano i fari a scomparsa, i cerchi in lega da 20 pollici, i gruppi ottici posteriori ridisegnati con grafiche LED moderne, un doppio spoiler posteriore attivo e due terminali di scarico sistemati sopra un diffusore in tinta con la carrozzeria.
L’abitacolo resta vicino a quello dell’auto di partenza ma guadagna qualche tocco in più. La plancia è rivestita in Alcantara, il lunotto si apre per migliorare l’esperienza sonora e sui pannelli porta compare un motivo esagonale con cuciture rosse. Ovviamente gli interventi non si fermano all’estetica. La base è sempre una Gallardo donatrice, a cui vengono aggiunti un assetto rivisto e un V10 aspirato potenziato, offerto in due livelli da 540 e 560 cavalli. Parliamo di più dei 493 CV della Gallardo standard, ma molto meno dei 907 CV della Temerario elettrificata. Il punto forte però è un altro, perché il motore è abbinato a un cambio manuale a sei marce, assente sulle eredi della Gallardo.
Prezzi da collezionisti e altri progetti in arrivo
La Hommage 26 è stata svelata al Concours at Wynn Las Vegas come primo capitolo della Designer Series del marchio. CAVËN Atelier ne costruirà 25 esemplari, con un prezzo di partenza di 900.000 euro escluso il veicolo donatore. Quest’ultimo oggi oscilla tra circa 67.000 euro e oltre 440.000 euro a seconda delle condizioni, quindi il conto finale del restomod può arrivare intorno a 1,3 milioni di euro.
Con cifre simili e una produzione così ridotta il pubblico di riferimento sono i collezionisti, ma l’atelier insiste sul fatto che queste auto sono pensate per essere guidate e non per restare chiuse in garage climatizzati. L’azienda ha anche confermato che sono già in lavorazione progetti analoghi, con i designer originali impegnati a rivisitare modelli della fine degli anni Novanta e dei primi Duemila. Va detto che la Hommage 26 non è il primo restomod della Gallardo. Nel 2025 è arrivata la Etna di Tedson Motors, con linee moderne e componenti delle sospensioni derivati dalla Super Trofeo da competizione.
Fonte: TecnoAndroid


