Il mercato delle batterie per auto elettriche continua ad allargare le distanze tra i protagonisti. Gli analisti prevedono un’ulteriore polarizzazione nei prossimi mesi. I gruppi con maggiore scala produttiva consolidano le posizioni. Chi resta indietro fatica a recuperare terreno. La crescita complessiva non garantisce benefici diffusi. I costi delle celle restano elevati e comprimono i margini. Le strategie industriali diventano più selettive. Molti produttori guardano oltre l’automotive.
I sistemi di accumulo energetico assumono un ruolo centrale. La diffusione dei data center legati all’intelligenza artificiale accelera questa tendenza. In Nord America il rallentamento delle vendite elettriche pesa ancora. Alcuni programmi industriali vengono ridimensionati. Le joint venture nate per sostenere la transizione mostrano fragilità. L’Europa resta un mercato conteso, ma complesso. Il risultato è un settore in crescita, ma meno equilibrato.
La crescita mondiale delle batterie delle auto elettriche rafforza il dominio asiatico
Il 2025 si è chiuso con numeri ancora in aumento per le batterie elettriche. La domanda mondiale ha raggiunto 1.187 GWh. L’incremento annuo è stato del 31,7%. Un dato ormai quasi abituale. Ciò che colpisce sono le differenze interne. I produttori cinesi continuano a spingere il mercato. CATL rafforza il primato con 464,7 GWh installati. La crescita supera il 35%. L’azienda rifornisce un numero sempre maggiore di marchi. Il portafoglio clienti è ormai mondiale.
BYD consolida il secondo posto e accelera in Europa. Le installazioni nel continente crescono a ritmo sostenuto. I produttori sudcoreani mostrano segnali contrastanti. LG Energy Solution cresce, ma rallenta negli Stati Uniti. Le difficoltà dei partner americani impongono revisioni strategiche. SK On resta esposta al mercato nordamericano. I volumi aumentano, ma le prospettive restano incerte. Samsung SDI registra invece una contrazione complessiva. Alcuni modelli premium sostengono la domanda. Altri segmenti mostrano debolezza. L’assenza di nuovi grandi contratti pesa sui risultati. Il confronto con i competitor cinesi resta impietoso. Anche i produttori giapponesi cercano un riequilibrio.