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Il nome di Jensen Huang finisce al centro di una vicenda che sembra uscita da un romanzo di spionaggio. Secondo funzionari statunitensi, il CEO di NVIDIA sarebbe stato il bersaglio di una spia cinese legata al governo di Pechino. E il dettaglio più sorprendente riguarda la Casa Bianca: il presidente Trump sarebbe stato informato della questione già un anno fa e avrebbe scelto di non muovere un dito.
Tutto parte dalla sorveglianza dei servizi di intelligence americani su Alice Huang, cittadina cinese e dirigente di Megaspeed, società di data center con sede a Singapore. Nonostante il cognome, non c’è alcuna parentela con il numero uno di NVIDIA. Durante il monitoraggio è emerso un contatto con un cittadino americano, identificato in seguito proprio come Jensen Huang. Le agenzie di spionaggio statunitensi sono arrivate alla conclusione che la donna sia una risorsa dell’intelligence cinese, impegnata a passare informazioni a Pechino.
Su di lei, peraltro, pesavano sospetti ancora prima delle accuse di spionaggio. Alice Huang era già sotto la lente per il presunto ruolo nel far arrivare in Cina i chip più avanzati prodotti dall’azienda di Santa Clara. La società sorella di Megaspeed in Malesia ha acquistato apparecchiature basate su tecnologia NVIDIA per almeno 4,8 miliardi di dollari, circa 4,1 miliardi di euro, in meno di due anni. Una cifra considerata insolita per un’impresa piccola e praticamente sconosciuta.
Jensen Huang: un profilo pubblico quasi invisibile
Le informazioni disponibili su Alice Huang sono poche e piuttosto frammentarie. La donna si presentava come CEO di Megaspeed. Nei documenti societari, però, la compagnia l’aveva indicata come amministratrice delegata soltanto per i primi otto mesi di attività, prima di rimuoverla da quel ruolo. Un fondo di investimento cinese in cui aveva lavorato la descriveva come un’ex giornalista televisiva, ma quel passato non è stato possibile verificarlo.
C’è poi una fotografia che ha attirato parecchia attenzione. L’immagine è stata pubblicata sul profilo LinkedIn di NetThunder nel 2024, poco prima che Megaspeed avviasse i suoi massicci acquisti di processori. Nello scatto Alice Huang siede accanto a Jensen Huang, ritratto mentre beve insieme ad altri dirigenti del settore dell’intelligenza artificiale. Un momento conviviale che oggi assume un significato ben diverso.
Che il capo dell’azienda di semiconduttori più preziosa al mondo possa finire nel mirino di un’operazione di intelligence straniera non è poi così sorprendente. Colpisce molto di più la reazione, o meglio la sua assenza, da parte dell’amministrazione americana.
Il silenzio della Casa Bianca
Stando alle ricostruzioni, Trump non avrebbe preso alcuna iniziativa. Jensen Huang non avrebbe ricevuto nemmeno il cosiddetto defensive briefing, un avviso di routine che a volte viene fornito ai cittadini statunitensi presi di mira da agenti stranieri per metterli in guardia sui rischi.
Le ragioni di questa scelta non sono chiare. Il presidente si è mostrato da sempre cauto rispetto a qualsiasi mossa che potesse ostacolare le vendite di chip di NVIDIA o complicare ulteriormente i rapporti commerciali con la Cina, nonostante sia stato proprio lui ad aprire la guerra commerciale con Pechino attraverso i dazi. Non è nemmeno noto se i funzionari temessero che informare il CEO avrebbe potuto mettere in allarme Alice Huang, che a quanto risulta sarebbe ancora sotto sorveglianza.
Al momento non si sa quali informazioni la presunta spia cinese possa aver trasmesso a Pechino. Su questo punto, le ricostruzioni disponibili non forniscono alcun dettaglio.
Fonte: TecnoAndroid


