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Il jailbreak di PS5 si sta diffondendo con una rapidità che in pochi avrebbero previsto. A fare la differenza, questa volta, sono gli strumenti di intelligenza artificiale, che diversi modder hanno sfruttato per installare emulatori sulla console di Sony in tempi molto brevi. E la cosa non è rimasta chiusa nei soliti circoli di appassionati: le procedure di sblocco stanno girando sui social media, dove arrivano sotto gli occhi di un pubblico decisamente più ampio.
Per chi non mastica l’argomento, vale la pena chiarire di cosa si parla. Fare il jailbreak di una console significa aggirare le limitazioni imposte dal produttore, così da poter far girare software che normalmente non sarebbe autorizzato. Gli emulatori rientrano proprio in questa categoria. Sono programmi che permettono di riprodurre il funzionamento di altri sistemi e quindi di avviare giochi pensati per piattaforme diverse. Su PS5, ovviamente, nulla di tutto questo è previsto in via ufficiale.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale e il passaparola sui social
Quello che colpisce è soprattutto il ritmo. L’impiego dell’IA ha permesso ai modder di arrivare all’installazione degli emulatori in modo molto più rapido. Un tempo operazioni del genere richiedevano lavoro paziente e competenze piuttosto specifiche. Ora il percorso sembra essersi accorciato parecchio e la differenza si nota nella velocità con cui i risultati compaiono online.
Poi c’è il fattore social. Le tecniche di sblocco non viaggiano più soltanto tra addetti ai lavori ma si muovono sulle piattaforme più frequentate, rimbalzando da un profilo all’altro. Questo tipo di circolazione rende il fenomeno molto più visibile e contribuisce ad allargare il numero di persone che vengono a conoscenza della possibilità di modificare la propria console Sony. Insomma, quello che una volta restava un affare per pochi smanettoni sta diventando un argomento di conversazione molto più diffuso.
Il limite del firmware e i giochi più recenti
C’è però un ostacolo piuttosto concreto per chi decide di imboccare questa strada. Il jailbreak funziona solo su determinate versioni del firmware, cioè il software di sistema che gestisce la console. Per mantenere lo sblocco bisogna evitare gli aggiornamenti, perché le versioni più nuove tendono a chiudere le falle che rendono possibile la modifica. E qui nasce il problema principale.
Molti dei giochi più recenti richiedono infatti un firmware aggiornato per poter essere avviati. Chi resta fermo a una versione più vecchia per conservare il jailbreak si ritrova quindi tagliato fuori dalle uscite più fresche. In pratica si guadagna la possibilità di usare emulatori e software non ufficiali, ma si rinuncia alle novità del catalogo PS5. Un compromesso non da poco, soprattutto per chi acquista la console proprio per giocare ai titoli appena arrivati sugli scaffali.
Fonte: TecnoAndroid








