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iPhone Ultra, il design divide: angoli e display asimmetrico

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Il primo pieghevole di Apple, quello che secondo le indiscrezioni si chiamerà iPhone Ultra, sta già facendo discutere prima ancora di esistere davvero. Il motivo non riguarda le prestazioni o il prezzo, temi che pure prima o poi arriveranno sul tavolo, ma qualcosa di molto più immediato e visibile: il design. Gli angoli arrotondati e un display che non sarebbe perfettamente simmetrico stanno spaccando in due il pubblico degli appassionati, e la cosa curiosa è che a dividere non è un dettaglio tecnico oscuro, ma proprio la forma dell’oggetto.

Partiamo dal quadro generale. Il debutto è atteso per il prossimo autunno, dopo anni di lavoro dietro le quinte e di attese ripetutamente rimandate. Un tempo lunghissimo, se confrontato con la velocità con cui altri produttori hanno riempito il mercato di dispositivi richiudibili. Eppure, stando ai rumor, tutto questo lavoro non basterà a consegnare un prodotto senza compromessi.

Un design che rompe le abitudini di Apple

Il punto che fa storcere il naso a una parte degli utenti riguarda l’asimmetria. Un iPhone pieghevole che non rispetta le proporzioni a cui l’azienda ha abituato tutti negli anni è un’immagine che stona parecchio, considerando quanto Apple abbia costruito la propria identità proprio sull’equilibrio delle forme, sulle simmetrie ossessive e su una certa idea di pulizia visiva. Quando il display si apre, insomma, il risultato non sarebbe quel rettangolo perfetto che molti si aspettavano.

Poi ci sono gli angoli arrotondati, che nel caso di un display pieghevole pongono un problema diverso rispetto a uno schermo tradizionale. Su un telefono normale la curvatura degli spigoli si nota appena, diventa parte del linguaggio estetico e nessuno ci fa più caso. Su un dispositivo che si apre a libro, invece, quella stessa scelta cambia la percezione dell’area utile e finisce per rendere ancora più evidenti le differenze tra le due metà.

Cornici e compromessi, il nodo vero di iPhone Ultra

L’altro capitolo dolente riguarda le cornici. Su questo fronte gli standard interni dell’azienda sono sempre stati piuttosto rigidi, con una corsa costante a ridurre i bordi fino quasi a farli sparire. Con iPhone Ultra le cose andrebbero diversamente, perché la struttura di un pieghevole impone vincoli meccanici che uno smartphone classico semplicemente non ha. La cerniera, i due pannelli, la necessità di proteggere un pannello flessibile che per definizione è più delicato: sono tutti elementi che si mangiano spazio e che obbligano a scendere a patti.

Il risultato, almeno secondo quanto emerso finora, sarebbe un dispositivo che rinuncia a qualcosa proprio su quei dettagli che storicamente hanno reso riconoscibili gli iPhone. Ed è qui che nasce la spaccatura tra chi segue la vicenda. Da un lato ci sono quelli che considerano il compromesso inevitabile, una tappa obbligata per chiunque voglia entrare in questo segmento, visto che nessun produttore è riuscito finora a costruire un pieghevole senza rinunce. Dall’altro c’è chi si aspettava molto di più proprio in virtù del ritardo accumulato, con l’idea che tutto quel tempo servisse a presentarsi con una soluzione superiore rispetto alla concorrenza.

Va detto che si parla ancora di indiscrezioni, con tutto quello che ne consegue in termini di margine di errore. I dettagli sul primo iPhone pieghevole circolano da mesi e non sempre in modo coerente, e fino alla presentazione ufficiale il quadro resta necessariamente sfumato. Quello che sembra ormai assodato è il nome, iPhone Ultra, e la finestra temporale dell’arrivo sul mercato, fissata per l’autunno.

Il dibattito, intanto, si è già acceso e ruota tutto attorno a un concetto semplice: quanto è disposta Apple a piegare le proprie regole estetiche pur di entrare in un mercato dove è arrivata per ultima. La risposta arriverà con il debutto, quando il dispositivo passerà dalle immagini ricostruite alle mani delle persone.

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