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iPhone 18 Pro, Apple fa pagare la memoria il triplo del costo

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Scegliere più memoria al momento dell’acquisto di un dispositivo Apple è sempre stato un lusso, e con iPhone 18 Pro la situazione non sembra cambiata granché. Secondo una recente analisi dei costi, l’azienda di Cupertino continua a far pagare ai clienti circa tre volte quanto spende davvero per i tagli di archiviazione più capienti. Il dato arriva proprio mentre la società lamenta margini sotto pressione per colpa dell’aumento dei prezzi dei componenti.

Nel suo ultimo resoconto trimestrale, infatti, Apple ha spiegato che anche dopo i rincari applicati ai propri prodotti i margini di profitto si stanno assottigliando. Il motivo principale è il costo crescente dei chip di memoria. Eppure i numeri sui ricarichi applicati agli upgrade raccontano una storia un po’ diversa da quella di un’azienda in difficoltà.

Ricarichi da record sulla memoria degli iPhone

Va detto, per onestà, che una parte delle critiche sui sovrapprezzi chiesti per configurare un dispositivo con più RAM o più spazio non ha sempre messo a confronto elementi davvero equivalenti. Gli SSD montati sui Mac, per esempio, sono molto più veloci delle schede di memoria economiche di terze parti che spesso vengono citate come prova dell’avidità di Cupertino. Il paragone, insomma, non regge del tutto.

Detto questo, è innegabile che il colosso californiano abbia sempre applicato ricarichi altissimi rispetto ai propri costi diretti. Con iPhone 17 Pro il passaggio da 256GB a 1TB costava all’acquirente circa 350 euro. Secondo le stime dell’analisi, per Apple quella stessa differenza valeva all’epoca appena 36 euro circa. Si parla quindi di un ricarico vicino al 1.000%, una cifra che difficilmente passa inosservata.

In questi giorni la casa della mela ha anche avvertito che i costi della memoria peseranno sui margini del trimestre delle festività. Escludendo i rimborsi sui dazi sia dal trimestre di giugno sia da quello di settembre, il margine lordo complessivo e quello sui prodotti risulterebbero in calo di circa un punto rispetto al periodo precedente, soprattutto a causa della memoria più cara. Parekh ha aggiunto che la pressione sui margini non dovrebbe allentarsi a breve.

Cosa cambia con iPhone 18 Pro

I conti fatti sull’ultimo modello suggeriscono però che non è ancora il caso di commuoversi troppo per le sorti dei bilanci di Apple. Lo stesso upgrade da 256GB a 1TB su iPhone 18 Pro è stato preso in esame, e la differenza di prezzo chiesta ai clienti è salita a circa 520 euro. Un aumento netto rispetto alla generazione precedente, che di per sé conferma come i rincari dei componenti siano stati scaricati almeno in parte sugli acquirenti.

È vero che anche l’azienda oggi paga molto di più per la memoria. Il costo diretto stimato per quel salto di capacità è arrivato a circa 165 euro, oltre quattro volte quello sostenuto per il modello dell’anno scorso. Il rapporto tra quanto spende Cupertino e quanto incassa resta comunque sbilanciato, perché chi sceglie la versione con più spazio di archiviazione continua a versare più del triplo di quanto la società spenda per offrirla, con un ricarico che si mantiene intorno al 300%.

Il margine percentuale, rispetto al quasi 1.000% di iPhone 17 Pro, si è quindi ridotto in modo sensibile. In termini assoluti, però, Apple guadagna ancora parecchio su ogni upgrade venduto: la differenza tra prezzo al pubblico e costo stimato sul nuovo iPhone 18 Pro supera i 350 euro per singolo dispositivo configurato con 1TB.

Fonte: TecnoAndroid

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