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Intelligenza artificiale, un’app funzionante in meno di un’ora

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L’intelligenza artificiale sta cambiando il futuro del software in modo molto concreto e lo sta facendo con tempi che fino a poco tempo fa sarebbero sembrati difficili da immaginare. Oggi per passare da un’idea a un’app funzionante basta meno di un’ora. Non si parla di un prototipo appena abbozzato o di qualche schermata disegnata su un foglio ma di un’applicazione che gira e fa quello per cui è stata pensata.

C’è poi un aspetto che rende il quadro ancora più interessante. Se il punto di partenza non è un’idea originale ma un’app che esiste già, i tempi si riducono ulteriormente. Con l’aiuto dell’IA copiare un’app già pronta è ancora più rapido che costruirne una nuova da zero. E i motivi per farlo possono essere molto pratici, magari perché l’originale costa oppure perché mostra la pubblicità e qualcuno preferisce avere una versione tutta sua, senza abbonamenti e senza banner.

Dall’idea all’applicazione in meno di un’ora

Il cuore della questione sta proprio nella velocità. Lo spazio che separava un’intuizione dalla sua realizzazione si è assottigliato in maniera evidente e il software non appare più come un prodotto che richiede necessariamente lunghi cicli di sviluppo prima di vedere la luce. Con l’intelligenza artificiale il percorso si comprime e quello che un tempo richiedeva tappe successive e parecchia pazienza oggi può stare dentro una sessione di lavoro piuttosto breve.

È un cambio di passo che tocca il modo stesso di pensare alle applicazioni. Se un’app può nascere così in fretta, anche il valore che le si attribuisce inevitabilmente cambia. E cambia ancora di più quando si considera che replicare un programma esistente è un’operazione persino più semplice della creazione di qualcosa di nuovo.

Chi ci guadagna e chi ci perde

Come spesso accade con le trasformazioni di questa portata, gli effetti non sono uguali per tutti. Per alcuni si tratta di un bene, per altri di un male. Chi ha un’idea e vuole vederla prendere forma senza attese ha davanti a sé uno strumento capace di accorciare enormemente le distanze. Allo stesso modo chi è stanco di pagare per un’applicazione o di sopportare gli annunci pubblicitari può scegliere di costruirsene un’alternativa in poco tempo.

Dall’altra parte però ci sono le applicazioni che si reggono proprio sul prezzo o sulla pubblicità. La facilità con cui oggi un’app si può copiare tocca direttamente questi modelli, perché la stessa ragione che spinge qualcuno a replicare un programma, cioè evitare di pagarlo o di vedere gli annunci, coincide con il modo in cui quel programma genera ricavi. È il rovescio della medaglia della stessa rapidità che altrove viene accolta come una grande opportunità.

Un cambiamento che riguarda tutti

Al di là di vantaggi e svantaggi, il punto fermo è che l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il rapporto tra le persone e il software. Non si tratta di un fenomeno confinato agli addetti ai lavori o a una nicchia di appassionati. Riguarda chi le applicazioni le crea, chi le vende e chi semplicemente le usa ogni giorno sul proprio telefono o sul computer.

La possibilità di trasformare un’idea in un’app funzionante in meno di un’ora, e di farlo ancora più in fretta quando si tratta di copiare qualcosa che esiste già, sposta gli equilibri di un intero settore. Per qualcuno è un vantaggio, per qualcun altro un problema, ma per tutti è comunque un cambiamento.

Fonte: TecnoAndroid

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