Iliad finisce di nuovo davanti al Giurì della Pubblicità e questa volta esce con le ossa rotte. Con la pronuncia 15/2026 del 23 giugno 2026, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha accolto il ricorso di WindTre e ordinato all’operatore di smettere di diffondere i messaggi commerciali legati alle offerte TOP 170 Plus e TOP 250 Plus, veicolati tramite SMS, televisione e radio. Poche settimane prima le cose erano andate diversamente, quando il Giurì aveva respinto il ricorso di Fastweb nel cosiddetto caso Megan Gale. Qui il verdetto si ribalta del tutto.
Cosa ha contestato WindTre
WindTre ha messo nel mirino due comunicazioni ben distinte. La prima è un SMS winback spedito ad alcuni ex clienti per promuovere TOP 170 Plus, che tirava in ballo anche la testimonial Megan Gale. La seconda riguarda invece uno spot radiofonico dedicato a TOP 250 Plus. Tutte e due sono state giudicate non conformi al Codice di Autodisciplina.
La decisione richiama tre articoli precisi della norma. L’art. 2, che parla di comunicazione commerciale ingannevole e stabilisce che un messaggio non deve trarre in inganno i consumatori con omissioni, ambiguità o esagerazioni. L’art. 15, dedicato alla comparazione, che è ammessa solo se serve davvero a mostrare caratteristiche e vantaggi con un confronto obiettivo. Deve restare leale, non ingannevole, e non può denigrare o sfruttare in modo scorretto la notorietà altrui. Infine l’art. 20, sulle vendite speciali, secondo cui la comunicazione sulle promozioni deve chiarire bene quale sia la favorevole occasione d’acquisto e quando l’offerta scade. Per conoscere nel dettaglio le motivazioni dietro la pronuncia bisognerà però aspettare la pubblicazione della documentazione completa. Al momento ci si può appoggiare soltanto agli articoli citati.
La risposta di Iliad e i rimborsi
A sorpresa, almeno sul fronte degli SMS, Iliad ha ammesso lo scivolone. L’operatore ha riconosciuto di aver commesso un errore materiale, dimenticando di inserire nel testo il costo di attivazione. Una svista, insomma, che però pesa parecchio in un contesto pubblicitario dove ogni dettaglio conta.
L’azienda ha precisato di essere corsa ai ripari ancora prima che arrivasse la decisione, modificando gli SMS e aggiungendo sia la data di scadenza sia il costo di attivazione. Non solo. Iliad ha scelto anche di rimborsare il costo di attivazione a tutti gli utenti che avevano sottoscritto TOP 170 Plus tramite quel primo SMS finito sotto accusa.