Il team di BioShock 2 stava per creare “Destiny prima ancora che Destiny esistesse”, almeno secondo quanto raccontato da un ex sviluppatore che lavorava al progetto. Si trattava di uno dei quattro prototipi su cui la squadra stava ragionando, un’idea cancellata che, a sentire le parole di chi c’era, avrebbe potuto anticipare di anni quel tipo di gioco poi reso celebre da Bungie.
La frase che colpisce di più è una sola: “Volevo fare quel gioco con tutte le mie forze”. Parole che lasciano intuire quanto certe occasioni, dietro le quinte dello sviluppo, restino impresse anche a distanza di tempo.
Un prototipo cancellato che guardava al futuro
Quando si parla di 2K e di quel periodo, viene fuori una verità che chi mastica un po’ di videogiochi conosce bene: per ogni titolo che arriva sugli scaffali, ce ne sono altri che si fermano molto prima, allo stadio di idea o di prototipo. E spesso quei progetti accantonati nascondono intuizioni che solo più avanti qualcun altro avrebbe portato al successo.
In questo caso il riferimento è chiaro. L’ex sviluppatore racconta che una delle quattro idee in cantiere assomigliava parecchio a ciò che Destiny sarebbe diventato anni dopo. Un gioco pensato in quella direzione, costruito attorno a meccaniche che all’epoca non avevano ancora trovato la loro forma definitiva sul mercato. Insomma, l’intuizione c’era, ma per un motivo o per l’altro non se ne fece nulla.
Quando il tempismo conta più dell’idea
C’è qualcosa di amaro in queste storie, e chi segue il settore lo sa. Avere l’idea giusta non basta, serve anche il momento giusto. Il team che ha lavorato a BioShock 2 aveva tra le mani qualcosa di potenzialmente enorme, eppure quel prototipo è rimasto chiuso in un cassetto.
Le parole dell’ex sviluppatore, “Volevo fare quel gioco con tutte le mie forze”, raccontano proprio questo: la frustrazione di vedere un progetto in cui credevi davvero finire nel nulla, per poi assistere anni dopo al successo di qualcosa di molto simile firmato da un altro studio. Bungie con Destiny ha costruito un fenomeno capace di muovere milioni di giocatori, e l’idea che qualcosa di paragonabile fosse già sul tavolo di 2K anni prima fa riflettere su quanto il caso e il tempismo pesino in questo mestiere.
Resta il fatto che di quel prototipo non è rimasto granché, se non il ricordo di chi lo aveva immaginato e la consapevolezza che, a volte, le occasioni migliori passano senza fare rumore.