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Honda e il piano lunare: tecnologia giapponese e cooperazione spaziale
Tale progetto nasce dalla collaborazione tra Honda, la statunitense Sierra Space e l’azienda tecnologica Tec-Masters. Insieme tutte queste realtà vogliono dimostrare come sia possibile sfruttare le risorse lunari, come l’acqua presente nel suolo, per creare un ecosistema completamente autosufficiente. Un ciclo chiuso che si alimenta da solo. Poiché dalla luce del Sole e dall’acqua si ottengono elementi vitali, che vengono poi riutilizzati per generare nuova energia.
Durante il giorno lunare, l’impianto utilizza l’energia solare per attivare l’elettrolisi, dividendo l’acqua in idrogeno e ossigeno. Quando la Luna entra nella lunga notte di 14 giorni terrestri, il sistema cambia disposizione. Grazie alla cella a combustibile rigenerativa di Honda, l’idrogeno e l’ossigeno accumulati vengono convertiti in elettricità. Nel frattempo, una parte dell’ossigeno viene destinata alla respirazione umana e l’acqua generata nel processo viene reimmessa nel ciclo. Questo meccanismo chiuso garantisce continuità energetica. Ma promette anche un’efficienza che potrebbe trovare applicazioni anche sulla Terra, in contesti isolati o privi di infrastrutture stabili.
Con la creazione, nel 2024, della Divisione per lo Sviluppo Spaziale presso American Honda, l’azienda ha rafforzato il suo impegno nell’esplorazione extra-terrestre. Il lavoro congiunto tra Giappone e Stati Uniti avviene nel quadro del programma Artemis della NASA. Il quale mira a riportare l’uomo sulla Luna in modo stabile e duraturo. Honda ha poi sottolineato come la leggerezza e la compattezza del suo sistema rappresentino un vantaggio chiave per le missioni spaziali, dove lo spazio e il peso sono limitati. Il test imminente sulla ISS sarà un passaggio fondamentale per provare sul campo questa tecnologia e gettare le basi per una presenza umana più autonoma e sostenibile oltre la Terra.









