Un recente studio pubblicato su Energy Science & Engineering da Robert Howarth della Cornell University ha sollevato interrogativi significativi riguardo all’impatto ambientale del gas naturale liquefatto (GNL). Secondo la ricerca, il GNL presenta un’impronta di gas serra superiore del 33% rispetto al carbone, considerando non solo la produzione, ma anche la lavorazione e il trasporto. Come evidenziato dallo studio, quasi tutte le emissioni di metano si verificano nella fase di estrazione dello shale gas e durante il processo di liquefazione, un aspetto che amplifica ulteriormente l’impatto climatico del GNL.
Il problema di sostenibilità a lungo termine del GNL
Tradizionalmente considerato come la fonte fossile meno inquinante, il GNL viene visto come una potenziale chiave per la transizione energetica. Tuttavia, la sua efficacia come alternativa ecologica dipende da diversi fattori, tra cui il metodo di produzione, lo stoccaggio e, soprattutto, il trasporto. Lo studio fa riferimento specificamente al GNL prodotto ed esportato dagli Stati Uniti, evidenziando come il suo impatto ambientale sia, in effetti, maggiore rispetto a quello del carbone. Infatti, il GNL ha un’impronta di 60 grammi di CO2 equivalente per mega Joule (gCO2eq/MJ), rispetto ai 120 gCO2eq/MJ del carbone, un dato che emerge in modo particolare dopo la revoca del divieto di esportazione nel 2016.
Il gas naturale liquefatto è principalmente derivato dal gas di scisto e la sua produzione, così come il trasporto via petroliere, richiedono un’elevata intensità energetica, contribuendo notevolmente all’impronta di gas serra. Inoltre, la liquefazione stessa genera significative emissioni di metano, amplificando il problema. Valutando il potenziale di riscaldamento globale su un arco di 20 anni, il GNL si dimostra più dannoso del carbone, in gran parte a causa del metano, il quale ha un effetto sul clima 82,5 volte superiore a quello della CO2 nei primi venti anni.
Howarth conclude che, sia considerando un orizzonte temporale di 20 che di 100 anni, l’impronta di carbonio del GNL è comparabile o addirittura superiore a quella del carbone. Questi risultati si rivelano critici per chi sostiene il gas come una soluzione “transitoria” meno impattante per l’ambiente nel cammino verso una maggiore sostenibilità energetica.