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Nuova fotocamera che cattura la luce in movimento
Dietro la semplicità visiva del risultato si nasconde una struttura di ingegneria ottica e elettronica avanzata. Il sistema utilizza un potente laser diretto su una serie di specchi paralleli, mentre un sensore ad altissima sensibilità registra le variazioni di intensità della luce. Il centro del dispositivo è un tubo fotomoltiplicatore, che trasforma i fotoni in impulsi elettrici inviati a un oscilloscopio capace di campionare due miliardi di volte al secondo. Haidet ha, inoltre, ideato un metodo di sincronizzazione che fa viaggiare il segnale e l’impulso di controllo nello stesso cavo. Riducendo così il rumore e aumentando la stabilità della misurazione.
Raggiungere una tale precisione ha richiesto una completa riprogettazione del sistema. Dopo una versione precedente, realizzata nel 2024, che raggiungeva un miliardo di fotogrammi al secondo, Haidet ha sostituito ottiche e motori. Installando poi encoder ad alta risoluzione e cinghie dentate per ottenere movimenti accurati fino a frazioni di grado. Un piccolo specchio montato su gimbal devia il fascio luminoso verso il sensore, registrando un pixel per volta. L’immagine finale nasce da una lunga sequenza di scansioni, in cui pochi microsecondi di realtà vengono ricostruiti in minuti di registrazione.
Un aspetto affascinante del progetto è la sua dipendenza dalla prospettiva. Posizionando la telecamera dietro il laser, la luce sembra procedere lentamente. Mentre osservandola dal lato opposto pare muoversi all’istante. È un effetto geometrico: la luce più vicina al sensore raggiunge prima l’obiettivo, alterando la percezione del movimento. La luce, rallentata e resa tangibile, diventa così un simbolo del nuovo modo di fare scienza: aperto e “visivo”.









