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In Hunter: The Reckoning Deathwish la notte non è soltanto lo sfondo in cui si svolgono le missioni. Diventa una presenza costante e minacciosa, quasi un personaggio che incombe su ogni passo. Gli sviluppatori lo raccontano in un nuovo post che parte dalle leggende metropolitane, quelle storie che nascono come semplici chiacchiere e poi lentamente si trasformano in qualcosa di inquietante e terribilmente reale. Per un Hunter scoprire cosa si nasconde dietro il cosiddetto velo significa cambiare per sempre il modo di guardare il mondo.
Una vita di sacrifici tra la Cell e le prede
Le serate spensierate con gli amici appartengono ormai al passato. Una volta scoperta l’esistenza delle creature che si muovono nell’ombra, il protagonista è costretto a ridurre al minimo i rapporti con le persone care, per evitare che finiscano nel mirino delle sue prede. Gli unici compagni rimasti sono gli altri membri della sua Cell e il lavoro quotidiano consiste nel rintracciare e abbattere una Quarry dopo l’altra. La prima regola è piuttosto semplice e consiste nel non correre rischi inutili, perché la caccia è già abbastanza pericolosa così.
Una delle situazioni descritte porta il cacciatore dentro una vecchia villa abbandonata che sembra uscita da un film dell’orrore. Qualche luce accesa nel seminterrato lascia però intuire che l’edificio non sia poi così deserto. All’interno c’è infatti un gruppo di individui dal volto coperto, anche loro alla ricerca di qualcosa. Non è chiaro se abbiano a che fare con la Quarry o se siano Ghoul. Potrebbero voler attirare l’attenzione di qualcuno che vive nell’ombra, oppure potrebbe trattarsi banalmente di teppisti annoiati. Il protagonista riesce comunque a recuperare ciò che gli serve senza farsi notare.
Indagini, infiltrazioni e fughe nel fango
Le ricerche proseguono verso un’azienda che lavora la carne, dove il cacciatore cerca informazioni su alcuni ritrovamenti sospetti. Qui entra in gioco un’altra regola fondamentale del mestiere, cioè non fidarsi di nessuno. Basta un’esitazione negli occhi del direttore per capire che qualcosa non torna. La scelta allora è infiltrarsi nell’edificio mettendo alla prova le proprie abilità di furto e intrusione. L’operazione però si complica quando spuntano gli uomini del governo e l’unica via d’uscita diventa una fuga tra fogne e fango.
Proprio questo intreccio tra investigazione, furtività e combattimento sembra essere il cuore di Hunter: The Reckoning Deathwish. La caccia urbana si svolge lontano dagli occhi del pubblico e la descrizione insiste sul fatto che a volte la strada migliore è muoversi nel buio, in silenzio. Saper passare inosservati conterà quindi quanto affrontare le minacce a viso aperto.
L’ultima tappa tra le tombe del cimitero
Il racconto si sposta infine in un cimitero, dove sembrano condurre gli indizi raccolti dagli altri membri della Cell. Il protagonista si prepara all’esplorazione con una pistola alla cintura e un dispositivo per restare in contatto con i compagni, mentre studia la mappa del camposanto rischiarato dalle vecchie lampade stradali. Un tempo le tombe avvolte nella nebbia gli avrebbero fatto paura, ma quei timori sono ormai lontani. Adesso c’è una Quarry da scovare e ancora una volta la notte si conferma il terreno ideale per farlo. Il gioco era stato annunciato con un trailer durante l’Xbox Partner Preview e il gameplay è stato poi mostrato di nuovo nel video dedicato ai “pilastri della caccia”. Hunter: The Reckoning Deathwish è atteso per l’estate del 2027 e gli sviluppatori invitano già da ora chi è interessato ad aggiungerlo alla propria lista dei desideri.
Fonte: TecnoAndroid








