Huawei sembra voler prendere una strada tutta sua nel mondo dei pieghevoli, e lo fa con un brevetto appena emerso che racconta di un tri-fold verticale, un telefono che non punta a diventare un tablet ma resta uno smartphone, semplicemente più alto. Mentre tutti gli altri produttori inseguono lo stesso sogno, ovvero trasformare il dispositivo in una grande lavagna digitale, qui l’idea va nella direzione opposta. Il documento descrive un apparecchio con due cerniere posizionate in orizzontale che si piegano in versi opposti, formando un display flessibile continuo che copre tutti e tre i segmenti. Nessuna specifica confermata, nessun nome commerciale, nessuna data di uscita. Per ora si tratta di un progetto sulla carta, non di un prodotto sullo scaffale.
Due cerniere, tre pannelli, un rettangolo ripiegato
Da chiuso, il dispositivo ricorda la sagoma di uno smartphone normale, stretto e allungato, ma con uno spessore circa tre volte superiore. Ogni segmento, stando all’analisi del brevetto, avrebbe un ruolo hardware ben preciso. La parte superiore ospiterebbe il sistema di fotocamere posteriori. Quella centrale farebbe da vero cuore del telefono, con il processore, i moduli della batteria e i componenti principali dell’antenna. Il segmento inferiore, invece, servirebbe ad ampliare l’area dello schermo e a dare equilibrio fisico al tutto, con meno elettronica stipata dentro.
Un dettaglio interessante riguarda il display flessibile: una porzione resterebbe visibile anche quando il telefono è completamente ripiegato. Quella striscia gestirebbe notifiche e controlli di base, eliminando la necessità di uno schermo di copertura separato. Un bel risparmio sui costi, certo, ma anche un pannello flessibile sempre esposto che rischia di fare brutti incontri con le chiavi della macchina in tasca.
Il confronto con il Mate XT già in commercio è piuttosto netto. Quel modello si apre su una tela OLED da 10,2 pollici pensata per la produttività in orizzontale, e qualcuno tra i possessori lo trova tascabile più o meno quanto un romanzo con copertina rigida. Il concept verticale, al contrario, resta stretto e cresce semplicemente verso l’alto quando si dispiega. È costruito per i contenuti in verticale: lo scroll su TikTok, i Reels di Instagram, la chat di gruppo infinita. Non i fogli di calcolo.
Un brevetto non è un telefono
Due cerniere significano anche due possibili punti di rottura, e i dati sulla durabilità di questo specifico design sono pari a zero. Va detto. Samsung sta lavorando a un proprio tri-fold, a quanto pare orientato al formato tablet. Il primo pieghevole di Apple, ancora solo nelle voci di corridoio, dovrebbe puntare anch’esso sulla larghezza. Huawei rimane l’unico produttore che oggi vende davvero un tri-fold commerciale. E già i possessori del Mate XT segnalano qualche preoccupazione sull’usura dei pannelli nel lungo periodo e sui costi di riparazione piuttosto salati, e parliamo di un dispositivo che ha solo una cerniera in più rispetto a un pieghevole standard.
Un brevetto, in fondo, indica una direzione, non una data di consegna. HarmonyOS gestisce già tre dimensioni di schermo diverse a seconda di come viene piegato il Mate XT. Adattare tutto questo a più proporzioni in formato verticale, in teoria, è alla portata. Se questo formato dovesse mai arrivare sul mercato, potrebbe mettere pressione a Samsung e agli altri, spingendoli a ripensare i design a conchiglia ancora vincolati a schermi di copertura minuscoli. Prezzo, specifiche e tempistiche restano del tutto da confermare.