Home Assistant OS 18 è finalmente disponibile e porta con sé un pacchetto di novità che farà piacere soprattutto a chi smanetta con il Raspberry Pi. Non è il classico aggiornamento di facciata, ma un intervento che tocca prestazioni, compatibilità hardware e gestione generale del sistema. Per chi non lo conoscesse, vale la pena ricordare cosa sia davvero questo software prima di entrare nei dettagli.
Tecnicamente parlando, HAOS è un sistema operativo completo, una distribuzione Linux a tutti gli effetti, che arriva già con un’istanza di Home Assistant preinstallata e pronta all’uso. Questo lo rende lo strumento ideale per piccoli dispositivi come il già citato Raspberry Pi, i miniPC e anche le macchine virtuali. In pratica, basta installarlo e si parte, senza dover configurare mille componenti separati.
Un nuovo kernel Linux al cuore del sistema
La novità più corposa, dal punto di vista tecnico, riguarda il passaggio al nuovo kernel Linux. Adesso si va sulla versione 6.18 LTS, che manda in pensione la precedente 6.12. Questo cambiamento non è solo un numero più alto da sfoggiare. Il nuovo kernel migliora il supporto per l’hardware più recente, garantisce una maggiore stabilità e soprattutto corregge diverse falle di sicurezza, alcune anche piuttosto gravi.
Insieme al kernel, gli sviluppatori hanno aggiornato anche altri pezzi fondamentali dell’infrastruttura. Parliamo di Docker nella versione 29.5.3, di containerd alla 2.2.4 e di Buildroot 2025.02.14. Roba che magari l’utente medio non vede mai, ma che lavora sotto il cofano per tenere tutto in ordine e funzionante. Sono questi i mattoni che reggono l’intera struttura del sistema.
Installazione più semplice e veloce
A un livello più alto, diciamo più vicino all’esperienza quotidiana, il lavoro fatto su Home Assistant OS 18 punta tutto sulla semplicità. Le immagini di installazione, tanto per cominciare, sono diventate più leggere e quindi più rapide da scrivere su schede microSD e unità di archiviazione varie. Un dettaglio che fa risparmiare tempo prezioso a chi installa il sistema da zero.
C’è poi un’altra comodità che farà felici parecchie persone. Una volta completato il primo avvio, il sistema espande in automatico le partizioni, sfruttando tutto lo spazio disponibile sul supporto. Questo significa addio agli interventi manuali, una di quelle seccature che prima toccava gestire a mano.
Anche chi lavora con le macchine virtuali trova qualcosa di interessante. Le nuove immagini arrivano con 32 GB di spazio già allocato, il che elimina la necessità di ridimensionare il disco virtuale prima ancora di iniziare la configurazione. Insomma, meno passaggi noiosi e più tempo da dedicare a quello che conta davvero, ovvero costruire la propria casa intelligente come si vuole. Il risultato è un sistema che si fa installare e configurare con molta meno fatica rispetto al passato, mantenendo intatta tutta la potenza che gli appassionati di domotica cercano.