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Hollywood tra AI e autorialità: la trincea creativa di Vince Gilligan

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Vince Gilligan con Pluribus rivendica il valore della creatività umana contro l’omologazione delle storie generate dall’AI

Credits: TecnoAndroid

C’è qualcosa di quasi nostalgico — e al tempo stesso rivoluzionario — in quella semplice frase che compare alla fine di Pluribus: “This show was made by humans”. In un’epoca in cui ogni prodotto sembra avere un retrogusto di algoritmo, dove perfino le emozioni iniziano a sembrare generate da prompt ben calibrati, Vince Gilligan ha deciso di ricordarci che dietro la sua nuova serie ci sono ancora teste pensanti, mani che scrivono, occhi che discutono su ogni inquadratura. Nessuna macchina, nessuna scorciatoia digitale: solo esseri umani, con tutta la loro imperfezione e genialità.

 

“Made by humans”: il manifesto di Gilligan contro la deriva algoritmica delle storie

Gilligan, che molti considerano uno dei narratori più acuti della televisione moderna, non ha usato mezzi termini nel raccontare il suo punto di vista. In un’intervista a Variety ha dichiarato apertamente di “odiare l’AI”, definendola “la macchina di plagio più costosa ed energivora del mondo”. Un’affermazione che ha il tono di una provocazione ma anche di un grido d’allarme: secondo lui, l’intelligenza artificiale sta svuotando di senso la creatività, trasformando le storie in copie di copie, in un infinito ruminare di ciò che è già stato detto. E con la sua solita ironia tagliente ha aggiunto: “Grazie, Silicon Valley! Ancora una volta avete incasinato il mondo.”

Mentre Hollywood discute su quanto spazio concedere all’AI — tra sceneggiature parzialmente generate e attori digitali sempre più realistici — Gilligan sceglie la trincea più difficile ma anche la più autentica: quella della creazione umana. Il messaggio che accompagna i titoli di coda di Pluribus è quindi più di una curiosità; è un manifesto. Un modo per dire che, almeno in questo progetto, il battito del cuore conta ancora più del calcolo del processore.

La serie, disponibile su Apple TV, segna anche il ritorno di Gilligan alla fantascienza, un genere che conosce bene dai tempi di X-Files. Stavolta affida a Rhea Seehorn — l’indimenticabile Kim Wexler di Better Call Saul — il ruolo di una scrittrice di romanzi romantico-fantastici che si ritrova coinvolta in un misterioso fenomeno dall’origine apparentemente aliena. Un mix tra introspezione e inquietudine, tra il quotidiano e l’impossibile, che promette di riportare in scena quella magia che solo una storia scritta da mani umane può davvero avere.

Fonte: TecnoAndroid

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