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Harry Potter, due registe rifiutano la serie HBO per la Rowling

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Almeno due registe hanno detto no alla serie di Harry Potter di HBO Max, e il motivo ha un nome e un cognome: J.K. Rowling. Non si tratta di agende piene o di compensi troppo bassi, ma di una scelta dichiarata pubblicamente, senza troppi giri di parole, da chi ha preferito rinunciare a uno dei progetti televisivi più attesi degli ultimi anni piuttosto che contribuire indirettamente ai guadagni dell’autrice britannica.

Le due professioniste in questione sono Ally Pankiw, già dietro la macchina da presa per Black Mirror, e Kate Herron, che ha firmato episodi di Loki e The Last of Us. Tutto è partito da un post su Instagram di Pankiw, che ha condiviso lo screenshot di uno scambio di messaggi con la propria agente. Il tono era già rassegnato in partenza: “Ho un presentimento sulla risposta, ma mi sento in dovere di chiedere. Harry Potter? Un no secco?”. La replica è arrivata immediata: “Assolutamente no! (Ma grazie per averlo chiesto)”.

Il rifiuto pubblico e le parole di Ally Pankiw

Ad accompagnare l’immagine, la regista ha voluto togliere qualsiasi ambiguità sul perché di quella scelta. “È così facile dire no a finanziare la transfobia! (E poi, questo era per dirigere, non per recitare… ovviamente)”. Una frase breve, quasi buttata lì, che però ha innescato una discussione ampia nei commenti.

Tra quei commenti è comparsa anche Kate Herron, che ha raccontato di aver ricevuto la proposta non una ma due volte. “Esattamente. Rispetto e affetto per te, Ally. Me lo hanno chiesto due volte e ho dovuto spiegare che la mia risposta non cambierà mai: sarà un no”. Due nomi solidi, due curricula costruiti su produzioni di peso, due porte chiuse allo stesso progetto.

Vale la pena ricordare da dove nasce tutto questo. J.K. Rowling è stata per anni una delle figure più amate della narrativa fantasy, capace di conquistare milioni di lettori in ogni angolo del pianeta con la saga di Harry Potter. Dal 2020, però, la sua immagine pubblica ha cambiato completamente forma, travolta dalle posizioni espresse ripetutamente sui social e anche in saggi più articolati riguardo all’identità di genere e ai diritti delle persone trans. Molti dei protagonisti dei film tratti dai suoi libri, a partire da Daniel Radcliffe, Emma Watson ed Eddie Redmayne, hanno preso posizione a sostegno della comunità transgender.

La posizione di HBO e il peso di ogni nuovo ingaggio

Il punto delicato è che Rowling non è una presenza esterna al progetto. È coinvolta come produttrice esecutiva nella nuova versione televisiva dei suoi romanzi, quella che arriverà su HBO Max con debutto fissato al 25 dicembre 2026 e con Dominic McLaughlin, Arabella Stanton e Alastair Stout nei ruoli principali. Ogni nuovo ingresso nel cast o nella squadra tecnica, di conseguenza, si trasforma quasi automaticamente in un caso online, perché chi accetta finisce sotto accusa per la disponibilità a lavorare a un’operazione che porterà benefici economici all’autrice.

La rete, del resto, non fa sconti. Le dichiarazioni della scrittrice sulle persone transgender sono rimaste materia di discussione costante negli anni, ma tornano al centro dell’attenzione con puntualità ogni volta che viene annunciata una nuova firma davanti o dietro la telecamera.

Dall’emittente è arrivata una presa di posizione che prova a separare i due piani. Intervistato dal podcast The Town nella scorsa primavera, il presidente e amministratore delegato di HBO, Casey Bloys, ha spiegato che Rowling ha tutto il diritto di avere le proprie idee, ma ha voluto rassicurare sul contenuto della serie. “È molto chiaro che si tratta delle sue opinioni personali e politiche. Ne ha diritto. Harry Potter non viene segretamente impregnata di nulla di tutto questo. Se qualcuno vuole discutere con lei, può farlo su Twitter”.

Nel frattempo il progetto continua a costruire il proprio organico, con la consapevolezza che ogni nome annunciato porterà con sé una nuova ondata di commenti.

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