I primi computer desktop con HarmonyOS arriveranno sul mercato cinese a settembre, e questo segna un passaggio importante per Huawei. L’azienda cinese, che sembra essersi rimessa in piedi alla grande dopo il colpo subito con il ban commerciale americano del 2019, sta attraversando una fase di forte crescita. E vuole sfruttarla allargando il campo d’azione del suo sistema operativo, quello che ormai caratterizza praticamente tutto ciò che vende in patria.
Lo conosciamo bene: HarmonyOS è il sistema che fa a meno di Android e che gira già su smartphone, smartwatch, display intelligenti. Insomma, un po’ su ogni dispositivo del catalogo. La novità è che presto alimenterà anche i computer desktop rivolti al grande pubblico. Ad annunciarlo è stato il dirigente Zhu Dongdong durante la Huawei Developer Conference 2026. Una mossa che, in fondo, era già nell’aria. La volontà di sfidare colossi come Microsoft con Windows e Apple con macOS era stata comunicata lo scorso anno. Adesso però si entra nella fase concreta, quella operativa.
Tutto sviluppato in casa, dal kernel agli strumenti
Quello che colpisce è l’approccio. Huawei ha costruito il suo sistema operativo per computer partendo da zero, senza appoggiarsi né a Windows né a una base Android. Al centro dell’architettura ci sono componenti sviluppati internamente. C’è il kernel Harmony, c’è il motore Ark, poi l’architettura di sicurezza StarShield e gli strumenti di sviluppo DevEco. A completare il quadro ci sono i linguaggi e le interfacce proprietari, ovvero ArkTS e ArkUI. Tutto fatto in casa, niente pezzi presi in prestito.
I primi due PC con HarmonyOS sono già ufficiali da diversi mesi. Se dovessero arrivare sul mercato con le sigle attuali, li conosceremo come HM740 e HM940. Sono macchine pensate per la clientela business, con la sicurezza messa al primo posto. Era stato detto chiaramente lo scorso anno, alla presentazione del progetto HarmonyOS PC. Sui modelli che vedremo concretamente a settembre, invece, non ci sono ancora indicazioni precise.
La Cina prima, poi forse l’occidente
Il punto è che per questo player ormai si tratta solo di una questione di mesi. Un attore vecchio e nuovo allo stesso tempo, che torna a giocarsi una partita grossa nel mondo dei sistemi operativi per computer. E qui viene la parte interessante: chissà che dopo aver consolidato la posizione in Cina, Huawei non decida di portare la sua offensiva anche da queste parti, in occidente.
Sarebbe, a tutti gli effetti, una bella rivincita. Dopo anni passati a fare i conti con le restrizioni commerciali, vedere un sistema operativo completamente autonomo arrivare a competere con i due grandi nomi che dominano da sempre il settore avrebbe un peso non solo tecnico ma anche simbolico. Per ora il calendario parla chiaro: settembre è il mese da segnare, almeno per quanto riguarda il mercato cinese. Il resto, compreso un eventuale sbarco oltre i confini nazionali, dipenderà da come andranno le cose nei primi mesi di vita di questi nuovi computer desktop.