L’appello arriva dritto al cuore della Silicon Valley e riguarda quei consumi energetici che le aziende di intelligenza artificiale preferirebbero tenere lontani dai riflettori. Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha chiesto senza troppi giri di parole che le grandi compagnie tecnologiche mettano sul tavolo la verità sul costo climatico dei loro data center. Un intervento che scuote il settore proprio mentre la corsa all’IA sembra non conoscere pause.
Il discorso è arrivato durante una conferenza sul clima ospitata a Londra, dove il numero uno dell’ONU ha alzato la voce contro un modello energetico che, a suo dire, sta alimentando due crisi contemporaneamente. Da un lato quella climatica, dall’altro quella energetica. E il colpevole, secondo Guterres, ha un nome preciso.
I combustibili fossili al centro delle accuse
Le energie fossili sono state definite l’origine distruttiva dei problemi che il pianeta si trova ad affrontare. Parole nette. “Non possiamo fare più affidamento su un sistema basato sui combustibili fossili che alimenta sia la crisi climatica che la crisi energetica”, ha spiegato durante il suo intervento. Il messaggio è che serve agire con molta più urgenza per contenere il riscaldamento globale, e che il tempo delle mezze misure ormai è alle spalle.
Non si tratta solo di grandi dichiarazioni di principio. Il segretario generale ha collegato in modo diretto la questione energetica alla necessità di una vera transizione ecologica, spingendo perché il sistema smetta di poggiare su fonti che continuano a peggiorare il quadro ambientale. Un attacco frontale, insomma, a chi tira avanti come se nulla fosse.
Il lato oscuro dell’IA
Qui il discorso si è fatto ancora più diretto. Guterres ha puntato il dito contro i vertici della Big Tech, invitando le grandi aziende di intelligenza artificiale a dire tutta la verità sui consumi energetici dei loro enormi data center. Strutture che divorano energia in quantità difficili persino da immaginare, e che spesso restano avvolte in una nebbia di dati non rivelati.
La richiesta è duplice. Da una parte rendere pubblici i reali consumi, dall’altra impegnarsi concretamente ad alimentare queste infrastrutture soltanto con energie rinnovabili. “Basta costi nascosti. Basta far ricadere il peso su coloro che sono meno in grado di sopportarlo. È ora di dire tutta la verità”, ha incalzato, senza lasciare spazio a interpretazioni morbide.
E poi l’affondo finale, quello destinato a restare. “Se l’IA deve contribuire a costruire un futuro migliore, deve essere onesta riguardo a ciò che ci costa oggi”. Una frase che ribalta la narrazione dominante, quella secondo cui l’intelligenza artificiale è soltanto promessa e progresso. Dietro le risposte istantanee dei chatbot e i modelli sempre più potenti c’è un conto energetico che qualcuno, prima o poi, dovrà pagare. E secondo il capo dell’ONU quel conto non può continuare a essere scaricato su chi ha meno strumenti per difendersi. L’appello a favore della sostenibilità cade in un momento particolare, con la domanda di potenza di calcolo che cresce a ritmi vertiginosi e i data center che spuntano un po’ ovunque nel mondo. Guterres ha voluto ricordare che la trasparenza non è un optional, ma la condizione minima perché il settore possa davvero dirsi parte della soluzione e non del problema.