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La Cina ha messo alla prova la propria rete satellitare Guowang in uno degli scenari più difficili che si possano immaginare, riuscendo a collegare in videochiamata l’Artico e l’Antartide. Il test arriva in un momento in cui il punto di riferimento per la connessione dallo spazio resta Starlink di SpaceX, e lascia intendere con una certa chiarezza che Pechino sta lavorando sul serio a un’alternativa tutta sua, capace di funzionare anche lontano da qualsiasi infrastruttura tradizionale.
Per capire il peso di questa dimostrazione conviene fare un piccolo passo indietro. Nel nostro paese avere una connessione Internet stabile è qualcosa che si tende a dare per scontato, quasi come l’acqua che esce dal rubinetto. Basta però spostarsi nei luoghi più remoti del pianeta per accorgersi che portare la rete dove non c’è nulla è ancora una sfida tecnologica tutt’altro che risolta.
Perché le costellazioni satellitari fanno la differenza
Basta pensare ai deserti oppure alle regioni polari, aree dove le infrastrutture terrestri sono praticamente inesistenti. Lì non ci sono cavi, antenne o ripetitori a cui appoggiarsi, e comunicare con il resto del mondo può diventare davvero complicato. Chi lavora o vive in queste zone si trova spesso a fare i conti con collegamenti lenti, intermittenti o del tutto assenti, con tutte le difficoltà che ne derivano sul piano pratico.
Proprio qui entrano in gioco le grandi costellazioni satellitari, che stanno dimostrando quanto possano essere preziose nei posti più isolati. Il vantaggio è evidente, perché il segnale arriva dall’alto e non dipende da ciò che si trova a terra. Fino a oggi il nome che veniva in mente a chiunque parlasse di Internet via satellite era quello di Starlink, il servizio gestito da SpaceX che ha di fatto aperto la strada in questo settore. Adesso però la scena non appartiene più a un solo protagonista.
La Cina infatti sta costruendo una propria rete, e la recente prova sul campo suggerisce che il progetto comincia a dare risultati concreti anche in condizioni particolarmente impegnative. Non si tratta di un esperimento in laboratorio o di una simulazione al computer, ma di un utilizzo reale in ambienti estremi, dove ogni malfunzionamento si farebbe sentire immediatamente. Ed è proprio questo il terreno su cui una rete del genere deve dimostrare di valere qualcosa.
La videochiamata tra i due poli con Guowang
Il banco di prova scelto è stato una spedizione scientifica nell’Artico, una delle aree più inospitali della Terra. A bordo di tre navi impegnate nella missione si trovavano diversi ricercatori, che hanno deciso di mettere alla prova la rete cinese con un collegamento decisamente ambizioso, da un estremo all’altro del globo.
Dall’altra parte del pianeta c’era la stazione Qinling, la base cinese che si trova in Antartide. Mettere in contatto due punti così distanti, entrambi lontanissimi da qualsiasi rete terrestre, rappresenta una dimostrazione piuttosto eloquente delle capacità del sistema. Un collegamento video richiede infatti una trasmissione dei dati costante e affidabile, molto più di un semplice messaggio di testo o di una telefonata.
Il risultato è stato un collegamento tra il Polo Nord e il Polo Sud, reso possibile senza appoggiarsi a infrastrutture locali che in quelle aree semplicemente non esistono. I ricercatori a bordo delle tre navi nell’Artico hanno così effettuato una videochiamata con la stazione Qinling in Antartide, sfruttando esclusivamente la rete satellitare Guowang.
Fonte: TecnoAndroid


