Il conflitto in Iran sta avendo ripercussioni concrete sulla filiera globale dell’elettronica, e a farne le spese sono componenti che spesso passano inosservati ma che stanno dentro praticamente tutto: i circuiti stampati. Parliamo dei PCB, quegli elementi presenti in ogni smartphone, computer e server dedicato all’intelligenza artificiale. Il problema è che la produzione di alcune materie prime fondamentali per realizzarli si è improvvisamente complicata, e questo succede in un momento già delicato, con i costi dei chip di memoria in aumento e una domanda che non accenna a rallentare.
Uno dei nodi principali riguarda la resina PPE ad alta purezza, un materiale usato per i laminati dei PCB. L’impianto petrolchimico di Jubail, in Arabia Saudita, è stato colpito all’inizio di aprile, bloccando la produzione. La struttura è collegata a SABIC, un colosso che da solo copre circa il 70% della produzione globale di questa resina. Trovare alternative in tempi brevi è praticamente impossibile. A complicare tutto c’è anche il rallentamento del traffico marittimo nel Golfo, causato dal blocco dello stretto di Hormuz, che ha reso la logistica delle forniture ancora più faticosa. Meno materiali disponibili, più pressione sui prezzi: la dinamica è abbastanza prevedibile, ma i numeri fanno comunque impressione.
Prezzi dei PCB in forte crescita, anche per colpa dell’intelligenza artificiale
Il costo dei circuiti stampati aveva già iniziato a salire dalla fine del 2025, trainato dalla domanda crescente di server per l’intelligenza artificiale. Da marzo in poi, molte aziende hanno accelerato gli ordini per cercare di anticipare ulteriori rincari, alimentando però una spirale che ha spinto i prezzi ancora più in alto. Ad aprile si è registrato un incremento fino al 40% rispetto al mese precedente. E anche i grandi fornitori di servizi cloud sembrano pronti ad accettare costi più elevati, convinti che nei prossimi anni la domanda supererà l’offerta. Le stime parlano di un mercato globale dei PCB che potrebbe toccare un valore di circa 89 miliardi di euro entro il 2026, con una crescita del 12,5%.
Non è solo la resina PPE a scarseggiare. Si registrano difficoltà anche per la fibra di vetro e i fogli di rame, entrambi indispensabili nella produzione dei circuiti stampati. Il prezzo del rame è aumentato fino al 30% dall’inizio dell’anno, con un’accelerazione a marzo. Questo materiale da solo rappresenta circa il 60% del costo totale delle materie prime necessarie per i PCB, quindi ogni oscillazione si fa sentire eccome.
Le aziende corrono ai ripari, ma i tempi si allungano
Sul fronte industriale, le strategie stanno cambiando in fretta. Produttori come Daeduck Electronics hanno già avviato trattative con i clienti per adeguare i listini. I tempi di consegna per materiali chimici come le resine epossidiche sono passati da tre a quindici settimane, un dato che dà la misura di quanto la catena di approvvigionamento sia sotto stress. E naturalmente tutto questo si riflette sui costi finali: un PCB multistrato può arrivare a circa 190 euro al metro quadrato, mentre le versioni più avanzate destinate ai server per l’IA raggiungono i 1.730 euro circa. Cifre che, se il conflitto in Iran dovesse prolungarsi o estendersi, potrebbero non rappresentare nemmeno il picco.