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GTA VI, hacker minacciano di pubblicare l’intero gioco

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Nel giro di pochi giorni GTA VI è finito al centro di una vicenda che ha poco a che vedere con il marketing e molto con la cronaca informatica: filmati sottratti a Rockstar Games, la minaccia di pubblicare l’intero gioco e il sospetto, sempre più concreto, che dietro l’operazione ci sia semplicemente un giro di soldi. Il gruppo che rivendica tutto si fa chiamare Cyberleek e sostiene di avere tra le mani una build giocabile del titolo più atteso dell’ultimo decennio.

I leak, del resto, fanno parte della cultura videoludica da sempre. Ogni gioco molto atteso prima o poi incappa in screenshot rubati, spezzoni non autorizzati, materiale che arriva fuori tempo massimo e quasi sempre in forma parziale, distorta. Più alta è l’attesa, più il fenomeno si gonfia. E con Grand Theft Auto VI l’attesa ha raggiunto livelli che non si vedevano da anni: annunciato ufficialmente nel 2023, arriva dopo oltre tredici anni dal capitolo precedente, quel Grand Theft Auto V che continua a vendere copie su copie, oltre 230 milioni, grazie a un supporto online che non si è mai fermato.

La strategia del silenzio e l’anteprima su Netflix

Rockstar ha sempre giocato la partita al contrario rispetto agli altri. Poco materiale, pochissimi trailer, nessuna sovraesposizione. Mentre altri studi rilasciano first look e contenuti a raffica nei mesi che precedono l’uscita, la casa americana costruisce attorno ai suoi giochi un vero e proprio evento mediatico. Coerente con questa linea, per mostrare qualcosa in più ha scelto Netflix, con un’anteprima speciale fissata per il 27 agosto alle 21 ora italiana e disponibile gratuitamente solo qualche ora dopo.

Scelta che non è piaciuta a tutti. Molti fan hanno storto il naso davanti all’idea di vedere l’anteprima di GTA VI su una piattaforma a pagamento, con la sensazione di essere spinti a sottoscrivere un abbonamento pur di non restare fuori dalla conversazione collettiva che si accende su web e social nel giro di minuti. Poi sono arrivati i video. Cyberleek li ha messi online sostenendo che provenissero da una versione giocabile del gioco, minacciando di diffondere tutto il resto se Rockstar non avesse ceduto. Le richieste? Riguardano la decisione di pubblicare il gioco solo in formato digitale, anche per chi acquista la confezione fisica: dentro la scatola, infatti, ci sarà soltanto un codice di download. Un tema caldissimo nei forum di videogiocatori per tutta l’estate, alimentato anche dalla scelta di Sony di abbandonare definitivamente il supporto fisico per i titoli PlayStation dal 2028. Il nodo è il diritto di possesso: quando un gioco sparisce dai server, chi lo ha comprato deve arrangiarsi con backup esterni oppure perde tutto. E resta aperta la questione della preservazione, perché senza supporti fisici conservare i videogiochi nel tempo diventa complicato.

Donazioni in criptovalute, cause legali e un file da 113 GB

Le motivazioni nobili, però, reggono poco. Dopo la prima pubblicazione dei filmati, il gruppo ha aperto un portale per raccogliere donazioni in criptovalute, utili a finanziare l’uscita di nuovi video su GTA VI. In parallelo, un altro sito permetterebbe agli utenti di votare, pagando in moneta virtuale, quali leak diffondere per primi. Un’operazione illegale che secondo alcune ricostruzioni avrebbe già fruttato oltre 350.000 euro.

A dare credito alla vicenda è stata la reazione immediata di Rockstar Games, che ha fatto rimuovere il materiale dai canali su cui era comparso. Take-Two, società madre dello studio, si è mossa formalmente chiedendo a Microsoft, Google, X Corp. e Discord tutti i dati relativi agli account coinvolti nella diffusione, compresi eventuali profili OneDrive o Xbox collegati. In una richiesta di citazione in giudizio depositata il 20 agosto al Tribunale Distrettuale del Distretto Meridionale di New York, i legali hanno presentato una dichiarazione giurata: lo scopo della citazione ai sensi del DMCA è identificare i responsabili e le informazioni saranno usate solo per tutelare i diritti dell’azienda. Rockstar, dal canto suo, ha scelto il silenzio stampa.

Intanto sui siti torrent ha iniziato a girare un file da 113 GB spacciato per una build funzionante del gioco. Dentro non c’è nulla di Grand Theft Auto VI, solo un malware pensato per infettare i computer di chi prova a eseguirlo. Meglio non scaricarlo e tantomeno installarlo.

L’appuntamento per i fan, comunque, resta fissato: GTA VI arriva su PlayStation 5 e Xbox Series X|S il 19 novembre 2026.

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